Intervento polipi nasali

La recente notizia della positività del campione di ciclismo Chris Froom ha scatenato nuovamente le polemiche sul doping nel mondo dei pedali, ma ha anche stimolato una domanda medico-sportiva: perché ci sono così tanti atleti che soffrono d’asma? Che cosa è esattamente l’asma, esiste una causa che ne giustifica tale diffusione nel mondo sportivo o si tratta solamente di una scusa per poter utilizzare farmaci che ossigenano meglio il sangue sotto sforzo? Intanto chiariamo di cosa parliamo quando parliamo d’asma.

L’Asma è un’infiammazione cronica delle vie respiratorie che genera l’ostruzione temporanea dei bronchi e quindi determina difficoltà di respiro. Nella sua fase acuta l’infiammazione può dar vita al cosiddetto ‘attacco d’asma’, di norma temporaneo.

Esso comporta, oltre alla difficoltà respiratoria, spasmo della muscolatura bronchiale, edema (gonfiore) della mucosa delle vie aeree e un aumento della secrezione del muco e del catarro, che risulta anche più spesso, oltre a tosse e costrizione toracica.

Quando l’attacco d’asma passa, l’infiammazione, sebbene più contenuta, rimane provocando – in sinergia con altri fattori come l’ipertrofia dei turbinati nasali, la presenza di polipi nasali, il setto deviato o sinusite cronica – una iperattività dei bronchi che a lungo termine può determinare un rimodellamento delle vie respiratorie, condizione che può generare gravi complicanze con problematiche quotidiane, sia sul lavoro che, appunto, nello sport. L’infiammazione asmatica è infatti legata a doppio filo alla salute del naso: il naso, in quanto filtro che ‘setaccia’ l’aria che arriva nei bronchi e dai qui nei polmoni e quindi nel sangue, deve essere libero e funzionare a dovere. Se, invece, il naso è chiuso per via di quelle patologie sopracitate (ipertrofia dei turbinati, setto deviato, sinusite cronica) e se in più c’è presenza di polipi nasali, l’aria non passa, si forma muco e catarro in eccesso che poi goccia fra naso e gola verso i bronchi. Questo processo determina quel peggioramento dell’asma che abbiamo precedentemente anticipato e che può causare gravi complicanze.

PATOLOGIA IN CRESCITA

Partiamo dai dati: l’incidenza dell’asma sulla popolazione mondiale è in costante crescita – prevalentemente a causa dell’inquinamento – e ad esempio negli Stati Uniti e in Inghilterra sta raggiungendo la soglia del 10% della popolazione, mentre in Italia siamo leggermente sotto il 5%. A livello mondiale la percentuale si attesta intorno al 4,5% (dati da “The Global Ashtma Report 2014”). Tra gli atleti olimpici i numeri sono leggermente più alti: già nel 2012 uno studio della University of Western Australia evidenziava come gli atleti asmatici presenti ai Giochi fossero l’8% del totale, ma il dato più evidente riguarda i picchi relativi a determinate discipline sportive: su nuoto, ciclismo, triathlon e sci di fondo si arriva al 15-20% dei casi. Il motivo di quest’incremento statistico sugli sport di maggior fatica viene spiegato da uno studio dello specialista inglese John Dickinson per la Kent University, che nel 2014 testando un gran numero di atleti britannici ha scoperto che gli sportivi – oltre all’asma di natura allergica – possono soffrire anche di una tipologia d’asma causata proprio dagli allenamenti intensi e quindi dalla respirazione rapida sotto sforzo. In totale, tornando alla diffusione della malattia, si stima che in tutto il mondo siano circa 300 milioni le persone che soffrono d’asma. Cifre così elevate di ammalati comportano, ovviamente, un numero importante di decessi/anno, pari a 250mila persone. L’infiammazione asmatica può colpire a partire dai 4 anni di età e in particolare si riscontra tra i bambini di sesso maschile, mentre in età adulta risultano interessati in modo equivalente uomini e donne.

CAUSE

L’asma insorge a seguito dell’inalazione di un allergene, il fattore che di fatto scatena l’infiammazione. L’asma allergica, ossia dovuta ad allergie a sostanze che possono essere trasportate dall’aria e inalate (pensiamo al polline nei cambi di stagione o a inquinanti presenti negli ambienti di lavoro) o innescata in seguito all’assunzione di un particolare alimento o ancora provocata dall’esposizione cronica a sostanze irritanti, è quella riscontrabile più di frequente.

Quando un asmatico inala un allergene il sistema immunitario si difende contraendo muscoli e bronchi al fine di rendere difficile il passaggio dell’aria entrata da naso e bocca. E’ così che le vie respiratorie si infiammano. Ma le cause all’origine dell’asma, come vedremo di seguito, possono essere tante e differenti. Tra quelle più conosciute si segnalano le infezioni virali e batteriche delle vie aeree (più frequenti nei soggetti che soffrono di ipertrofia dei turbinati, sinusite cronica e poliposi nasale), l’allergia a polline, acari, peli di animali, l’intolleranza a certi alimenti, ma anche a farmaci come aspirina e ibuprofene, il reflusso gastroesofageo, l’inquinamento atmosferico e l’ansia. La crisi asmatica, inoltre, può essere scatenata anche da sforzi fisici intensi, sbalzi di temperatura e forti stress emotivi. Anche la genetica ha un suo peso quando si parla di asma. Se in famiglia ci sono soggetti che soffrono d’asma, la probabilità di contrarla è più elevata. I geni che ad oggi sono stati catalogati come associabili alla malattia sono più di un centinaio ed è probabile che numerose loro alterazioni possano indurre l’asma, ma ancora non è stata accertata una diretta e certa correlazione tra tali geni ‘alterati’ e l’asma.

SINTOMI DELL’ASMA

I sintomi dell’asma possano differire per tipo e gravità da persona a persona e possano cambiare al passare degli anni, quelli più comunemente riportati dai pazienti sono:

  • difficoltà respiratoria (detta anche dispnea), la cosiddetta “fame d’aria”: può verificarsi solo una volta ogni tanto o in maniera più frequente.
  • respiro sibilante, il cosiddetto “fischio”. In molti casi, si può presentare durante o dopo un’attività fisica o quando si è raffreddati.
  • senso di costrizione al torace, noto anche come sensazione di peso sul petto. Esso è molto comune fra gli asmatici, soprattutto durante la stagione fredda o l’esercizio fisico. Tale evenienza può essere interpretata a volte come un segno premonitore di un attacco d’asma. Va sottolineato come questo sintomo possa essere comune anche a patologie cardiache.
  • Tosse secca

La gravità e la frequenza dei sintomi di asma possono variare a seconda del grado di controllo dell’asma e dell’esposizione a fattori scatenanti.

INFEZIONI VIRALI, NASO CHIUSO E ASMA

Un capitolo a parte lo meritano le infezioni virali dell’apparato respiratorio, dal comune raffreddore all’influenza, malattie che, in soggetti che soffrono di ipersensibilità delle vie aeree, possono innescare crisi asmatiche. Nel tentativo di reagire, infatti, il corpo provoca spasmo e contrazione dei bronchi, ma anche notevole secrezione di muco. Tutti questi fattori, che sostanzialmente entrano in gioco perché l’aria fatica a transitare dal naso, scatenano poi la crisi asmatica. In tali soggetti – o in qualsiasi soggetto che si trova a fare i conti con un attacco d’asma, è importante analizzare perché l’aria non transita correttamente dal naso. Tra le cause che possono disturbare e interrompere il normale flusso d’aria e quindi la normale respirazione, determinando poi insorgenza d’asma, vanno annoverate l’ipertrofia dei turbinati, il setto nasale deviato e la sinusite cronica.

  • Ipertrofia dei turbinati – I turbinati rappresentano il principale organo della respirazione nasale e hanno la funzione di riscaldare, umidificare e filtrare dai germi l’aria diretta ai polmoni. L’ipertrofia dei turbinati è una condizione di malattia del naso dovuta ad ingrossamento della mucosa che riveste i turbinati inferiori e che blocca il passaggio dell’aria. Lo specialista otorinolaringoiatra può accertare la condizione di ipertrofia grazie ad una accurata visita diagnostica e ad un esame indolore chiamato endoscopia nasale a fibre ottiche o fibroscopia. L’ipertrofia dei turbinati inferiori nasali può essere curata in ambulatorio, con procedura indolore veloce ed efficace, tramite laser a radiofrequenza.
  • Setto nasale deviato – Il setto nasale, la membrana formata da osso e cartilagine che separa la fossa nasale destra da quella sinistra, può presentare una notevole inclinazione laterale. Tale condizione di malattia prende il nome di insufficienza respiratoria da deviazione del setto nasale. La diagnosi di insufficienza respiratoria (naso chiuso) da deviazione del setto nasale richiede una visita specialistica con video fibroscopia. Possono rendersi necessarie indagini radiologiche e test di funzionalità respiratoria con lo scopo di documentare la effettiva responsabilità del setto deviato nella difficoltà respiratoria nasale. L’intervento di correzione del setto può essere eseguito con il laser (settoplastica laser) in anestesia locale, senza dolore per il paziente durante e dopo l’intervento e senza l’uso di tamponi.
  • Sinusite cronica – La sinusite, a sua volta “figlia” di allergie o raffreddori trascurati, è un’infiammazione dei seni paranasali, le cavità presenti nelle ossa del viso che contengono il muco. Tale infiammazione genera a sua volta ostruzione respiratoria e, in molti casi, febbricola e cefalea. In questi casi è bene rivolgersi al medico per capire quale sia la causa e trovare il rimedio. Nel caso di sinusite cronica si può intervenire oggi con la terapia indolore Ballon Sinusplasty che consente di evitare l’uso del bisturi e di fastidiosi tamponi nasali. Quando il mal di testa è frequente è indicato l’intervento. Una terapia non invasiva che fa respirare bene, ammalare meno e soprattutto evita l’insorgere di complicanze come l‘asma.

I POLIPI NASALI CAUSA D’ASMA

I polipi nasali, riscontrabili nel 4% della popolazione adulta, sono di frequente causa di asma e ancor più spesso sono proprio i polipi nasali trascurati, magari perché il paziente che accusa naso chiuso e difficoltà respiratorie nemmeno è consapevole di soffrire di poliposi, a determinare l’insorgenza di asma. Se poi l’asma è già presente, poiché determinata da altri fattori, ad esempio da allergia, la presenza di polipi nasali che fanno gocciolare catarro fra naso e gola verso i bronchi non fa che peggiorare la situazione.

Ma cosa sono esattamente i polipi nasali?

Si tratta di formazioni di natura infiammatoria, perlopiù benigna, con tendenza alla crescita progressiva. Possono arrivare ad occupare tutto lo spazio respiratorio del naso e dei seni paranasali, e sono il sintomo e la conseguenza più evidente della malattia, chiamata poliposi nasale. L’insorgenza dei polipi è frequentemente associata ad allergia (da pollini, polveri e altre sostanze) o all’intolleranza ad alcuni farmaci (come aspirina e penicillina). I pazienti con intolleranza all’aspirina presentano poliposi nel 55% dei casi mentre quelli con poliposi presentano una frequenza di asma attorno al 35-40%. L’ipersensibilità all’aspirina si manifesta con rinite raffreddori violenti e in alcuni casi provoca gravissime crisi asmatiche.

NASO CHIUSO, ASMA E OMEOPATIA

La terapia medica con cortisone (spray nasale, per via orale e/o per iniezioni intramuscolari) può limitare la crescita dei polipi nasali negli stadi più lievi della patologia (e anche tenere a bada per un poco l’asma) ma non può essere risolutiva. Lo stesso dicasi per l’omeopatia, un valido aiuto in caso di poliposi, ma anche di asma e naso chiuso da ipertrofia dei turbinati, sia per non dipendere vita natural durante dal cortisone, che per prevenire l’insorgenza di polipi o eventuali recidive. La poliposi nasale, come ogni altra forma di poliposi, è considerata in omeopatia una manifestazione trattabile al pari di verruche, condilomi, noduli, cisti. Quali sono le aspettative conseguenti il trattamento omeopatico?
Nelle poliposi molto voluminose è più difficile ottenere risultati con i rimedi omeopatici, e lo stesso vale per quelli cortisonici. Nei polipi di minor dimensioni i risultati della cura omeopatica sono di gran lunga più brillanti. È soprattutto nei casi di recidive e nel trattamento atto a prevenire nuove formazioni di polipi, anche per non dipendere sempre dal cortisone, il quale ovviamente ha controindicazioni al pari di altri medicinali, che l’omeopatia trova le sue migliori indicazioni.
Se si è stanchi di utilizzare farmaci in continuazione, si possono provare alcuni dei seguenti rimedi, perlomeno per attenuare i sintomi più fastidiosi della poliposi:

  • inalazioni di vapore acqueo (sgonfiano leggermente i polipi presenti sulle mucose nasali)
  • assunzione di Teucrium marum 5 CH associato, in caso di frequenti episodi di sanguinamento, alla Sanguinaria canadensis 5 CH. Entrambi i rimedi devono essere assunti due volte al giorno nella dose di 3 o 4 granuli; il ciclo terapeutico avrà una durata di circa una ventina di giorni.
  • assunzione di Thuya occidentalis 30 ch (il ciclo terapeutico prevede l’assunzione di una monodose una volta a settimana da ripetersi per 3 mesi).
  • consigliati anche i Sali di Schussler da utilizzare 20 giorni al mese (al mattino una compressa di Calcium Carbonicum 6 D, e alla sera una compressa di Kalium chloratum 6 D)

Occorre sottolineare ancora una volta, tuttavia, l’inefficacia dell’omeopatia per curare polipi nasali ed asma quando sono già presenti sintomi come naso chiuso, tosse e cefalea: l’omeopatia può solo aiutare a prevenire e ad alleviare.

CURE E COMPLICAZIONI DELL’ASMA

L’asma richiede solitamente un trattamento continuativo, in modo da evitare sia crisi gravi, sia il peggioramento della malattia. Per l’asma allergica, come per tutte le allergie, è bene evitare l’esposizione alle sostanze che possono scatenare le crisi. Per fronteggiare una crisi acuta si ricorre ai broncodilatatori ad azione rapida come i beta-agonisti (salbutamolo, terbutalina) che sono assunti come spray (proprio questo è uno dei prodotti che avrebbe innescato l’effetto doping nel ciclista Froome). Per diminuire la frequenza delle crisi si usano broncodilatatori a lunga durata d’azione (come il salmeterolo e il formoterolo) per via inalatoria, spesso in associazione con cortisonici. I farmaci a base di cortisone per via orale o iniettiva sono usati soltanto nei casi più gravi e per periodi limitati a causa dei loro effetti collaterali. In presenza di sintomi di asma è sempre bene rivolgersi al medico perché il mancato o inadeguato trattamento può portare a un peggioramento della situazione. Ogni asmatico deve quindi essere seguito con una strategia terapeutica personalizzata, che tenga conto della gravità della malattia e del grado di risposta della stessa ai trattamenti farmacologici. Il paziente dovrebbe seguire attentamente il decorso della malattia e riportare al proprio medico di fiducia eventuali peggioramenti, ai quali si risponderà con un tempestivo adeguamento della terapia. Va però sottolineato però che, come per molte altre patologie, “prevenire è meglio che curare”. Se non adeguatamente tenuta sotto controllo l’asma può infatti gradualmente peggiorare. Da una forma lieve intermittente si può passare alla forma lieve permanente, quindi a quella moderata e poi all’asma grave. Si può arrivare infine al cosiddetto male asmatico con crisi gravi, frequenti e lunghe. E per prevenire e studiare quindi la migliore ‘cura difensiva’ il consiglio è quello di rivolgersi ad uno specialista in otorinolaringoiatria che può intervenire sulle principali cause che possono innescare asma come poliposi, poliposi trascurata e ipertrofia dei turbinati.

DIAGNOSI E LASER TERAPIA

La soluzione ai fastidi collegati alla poliposi nasale – malattia che solo uno otorinolaringoiatra può accertare grazie ad una accurata visita diagnostica eseguita con endoscopia nasale a fibre ottiche e tomografia computerizzata, esami totalmente privi di dolore che identificano la reale estensione dei polipi nasali – si chiama laser a radiofrequenza. Il sottile raggio luminoso del laser agisce vaporizzando la mucosa polipoide senza sanguinamenti significativi, evitando l’anestesia generale e i fastidiosi tamponi nasali. L’intervento, utile anche per risolvere le problematiche ai turbinati, viene eseguito in ambulatorio, in modo rapido, e non genera alcuna conseguenza. Se non quella di garantire la risoluzione di poliposi e ipertrofia, e quindi di scongiurare l’insorgenza o l’aggravarsi della patologia asmatica.