Polipi nasali: perché scegliere il laser per eliminarli

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A cura del Dottor Alessandro Valieri, specialista in otorinolaringoiatria, Bologna

Cresce in silenzio, senza dare sintomi per anni finché ci si accorge di non respirare più. Sono le caratteristiche tipiche della poliposi nasale, una delle patologie più fastidiose dell’apparato respiratorio. I polipi nasali possono tornare una volta eliminati e hanno un solo rimedio: quello chirurgico. Non esistono medicine o rimedi naturali per sgonfiare i polipi nasali.

Cosa sono i polipi nasali 

Polipi nasali

I polipi nasali

La conformazione del polipo nasale è presto detta: si tratta di un accumulo di mucosa che si sviluppa nei seni paranasali, le cavità comunicanti tra loro che si trovano all’interno del massiccio facciale. Qui hanno origine i polipi nasali, per cause che la medicina non ha ancora accertato del tutto. In altre parole, non c’è una risposta chiara alla domanda “perché vengono i polipi nasali?”. Quel che è certo, invece, è che si tratta in generale di una malattia non grave – i casi in cui un polipo nasale può trasformarsi in tumore sono rarissimi – ma recidiva. Una volta eliminata, la poliposi nasale può tornare e il paziente rischia di finire sotto i ferri più e più volte nel corso della sua vita.

Polipi nasali: sintomi e diagnosi

Ho un polipo nasale? Questa è la domanda che spesso si sente fare il medico otorinolaringoiatra dal paziente. In genere il dubbio arriva quando il naso è perennemente chiuso, pur in assenza di una causa evidente (raffreddore, allergia, sinusite).

Un indizio in più può derivare dal fatto di non riuscire a respirare da una sola narice: in queso caso si parla di poliposi nasale monolaterale. Oltre alla difficoltà respiratoria, possono esserci altri sintomi associati come la riduzione del senso del gusto, uno scolo retro nasale (muco in gola), mal di testa, russamento, sensazione di pressione a livello del viso. Dopo aver rilevato questi sintomi, il medico passerà poi alla diagnosi avvalendosi di alcuni necessari esami.

Per capire con certezza se si è affetti da poliposi nasale, è quindi necessario il consulto del medico. Dopo aver ascoltato il paziente, il medico passerà ad analizzare visivamente la cavità nasale (esame rinoscopico) per poi fare un’analisi più approfondita con endoscopio. L’esame endoscopico è del tutto indolore. Quasi certamente, nel caso si sospetti la presenza di un polipo nasale, sarà necessaria una Tac del massiccio facciale per capire quanto sia esteso il problema e come intervenire. Altri esami che possono essere prescritti sono la risonanza magnetica, prove allergiche e un controllo pneumologico per escludere eventuali complicanze asmatiche.

Polipi nasali: come intervenire


Per i polipi nasali c’è solo un rimedio: la rimozione. Per un certo periodo lo sviluppo di queste escrescenze può essere tenuto a bada con i farmaci ma prima o poi per il paziente sarà inevitabile l’intervento.

Il classico intervento chirurgico è la Fess – acronimo di functional endoscopic sinus surgery – ed è in sostanza un intervento di etmoidectomia intranasale. Si tratta di un’operazione molto invasiva, che appare ai pazienti quasi sproporzionata per quella che in fondo è una malattia benigna. Finire sotto i ferri per eliminare i polipi nasali comporta una situazione di forte stress: il chirurgo interviene infatti rimuovendo alcune strutture ossee sane – l’etmoide, appunto – con lo scopo di eliminare i polipi e le loro radici e ripristinare la corretta respirazione. Non si tratta di un intervento banale: il paziente entra in sala operatoria dopo un’anestesia generale e il chirurgo opera in una zona molto delicata. Inoltre si rischia di compromettere il naturale equilibrio dell’apparato respiratorio. In genere occorrono diverse settimane per una completa guarigione del paziente a cui è stata praticata l’etmoidectomia.

polipi nasaliFino a pochi anni fa questa era l’unica strada che avevano di fronte le persone afflitte da poliposi nasali. Oggi c’è un’alternativa molto valida che lascia intatte le ossa: l’intervento con il laser per la rimozione dei polipi nasali. Si tratta di un metodo che ha innumerevoli vantaggi rispetto alla classica Fess, il primo dei quali è quello di lasciare intatte le ossa del paziente. L’intervento si svolge in ambulatorio in anestesia locale eseguita tramite spray e dura circa un’ora: in sintesi il medico otorinolaringoiatra, utilizzando una sottile luce laser, fa sparire il polipo nasale vaporizzandolo. Il tutto in modo indolore e sicuro, in modo che il paziente possa tornare alla propria vita senza il bisogno di tamponi nasali né alcun sanguinamento. L’intervento è chiamato polipectomia proprio perché rimuove soltanto la parte malata del tessuto. Si tratta di un’operazione che permette al paziente di vivere con più tranquillità anche le recidive.

Sinusite cronica e polipi nasali

Merita un rapido excursus anche l’analisi di una situazione molto frequente: il paziente affetto da sinusite cronica che sviluppa una poliposi nasale. La sinusite è provocata da un ristagno di muco infetti all’interno dei seni paranasali e si manifesta solitamente con cefalee e dolore al viso. Ovviamente la comparsa e la crescita di un polipo nasale in un tale contesto non può che peggiorare la situazione. In questo caso se il paziente sceglie l‘intervento con il laser si può associare anche una nuova tecnica di intervento per fare sparire la sinusite. Si tratta della Balloon Sinuplasty .Anche in questo caso il trattamento è indolore e senza uso di bisturi. Il medico dopo aver liberato il seno paranasale dal polipo inserisce al suo interno attraverso un palloncino sottile come un capello che viene poi gonfiato e fa scolare il ristagno di muco infetto, poi aspirato dall’otorinolaringoiatra.

Bibliografia 

Chronic Rhinosinusitis with Nasal Polyps, W. Stevens, R. Schleimer, R. Kern – 2016
Endonasal laser surgery: an update. HL Levine – 2017

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