Faringite cronica da reflusso: una nuova terapia non farmacologica

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Si può guarire dalla faringite cronica da reflusso? Questo disturbo, di cui soffrono moltissime persone, causa diverse patologie quali mal di gola, tosse stizzosa, e almeno il 50 per cento dei problemi alla laringe. Tali disturbi partono dallo stomaco: in condizioni normali l’estremità superiore dell’esofago impedisce con un meccanismo a valvola – lo sfintere esofageo – il ritorno dei succhi gastrici dallo stomaco all’esofago. Se lo sfintere, che è un meccanismo muscolare, a causa di varie motivazioni non si chiude a dovere la normale continenza non viene più garantita e i succhi acidi defluiscono nell’esofago andando ad infiammare la mucosa e provocando il mal di gola persistente (faringite cronica).

La mucosa irritata non è inoltre più in grado di proteggere la gola da virus e batteri e possono nascere altre complicanze come la difficoltà nella deglutizione (disfagia), tosse persistente e cambiamenti di voce (disfonia, il 50 per cento dei pazienti che ne soffre ha un reflusso) che possono essere causati dall’esposizione delle corde vocali ai succhi acidi dello stomaco. Possibili anche raucedini (sensazione di prurito alla gola) mentre un sintomo che si riscontra di frequente nei pazienti è la tosse senza catarro. Associata a questi sintomi c’è spesso la cosiddetta sindrome da “catarrino” o reclage con il quale la persona affetta da reflusso sente la necessità di schiarirsi continuamente la gola.

CURARE LA FARINGITE CRONICA DA REFLUSSO GASTROESOFAGEO

L’otorinolaringoiatra in linea di massima, per far guarire dalla faringite cronica da reflusso il paziente, consiglia una terapia a base di antinfiammatori e antibiotici nel caso si siano sviluppate infezioni alla gola. Assolutamente necessaria è la visita in cui lo specialista, tramite una video endoscopia, analizza la situazione e decide la terapia. La faringite cronica – come si è visto – è però in ultima analisi solo il sintomo, o uno dei sintomi, del reflusso gastroesofageo.

In generale la terapia per il reflusso gastroesofageo si incardina attorno a quattro punti: norme igienico-dietetiche; norme comportamentali; terapia farmacologica e chirurgia antireflusso nei casi più gravi. Gli obiettivi che il medico si pone sono quelli di arrestare il processo infiammatorio, controllare sintomi e segni clinici, prevenire recidive e complicanze e il miglioramento della qualità della vita.

REFLUSSO GASTROESOFAGEO: COSA MANGIARE

Da alcuni cibi è bene astenersi: sono quelli che causano acidità di stomaco come succhi di frutta, caffè thé, aceto, limone e altri agrumi, sugo di pomodoro. Vino, birra e alcolici di vario tipo andranno consumati con moderazione. Alla dieta vengono poi associati farmaci antireflusso di vario tipo per mitigare il disturbo. Vanno bene invece i cibi ricchi di fibre che favoriscono lo svuotamento gastrico.

REFLUSSO GASTROESOFAGEO: COSA FARE

Per quanto riguarda le norme comportamentali, è necessario avere comportamenti che riducano la pressione addominale, la produzione di acido e la risalita di materiale gastrico. Ciò significa che è necessario:

  1. Evitare di sdraiarsi subito dopo i pasti
  2. Evitare sforzi a stomaco pieno
  3. Evitare vestiti stretti in vita
  4. Alzare la spalliera del letto di una ventina di centimetri
  5. Smettere di fumare
  6. Ridurre il sovrappeso

REFLUSSO GASTROESOFAGEO: FARMACI

La terapia farmacologica prevede l’utilizzo di farmaci inibitori di pompa protonica (PPI) che hanno l’effetto di inibire la secrezione acida e sono efficaci nella riduzione della sintomatologia. Servono almeno due mesi di terapia e tre o quattro mesi di mantenimento di controllo dei sintomi. Il medico può prescrivere anche l’assunzione di sodio alginato che reagisce con l’acido gastrico liberando acido alginico. A contatto con l’acqua questo si trasforma in un gel capace di ostacolare il reflusso. Una combinazione di PPI e Alginato è una delle soluzioni che dà un migliore risposta ai sintomi.

COLLARINO REZA BAND CONTRO IL REFLUSSO

Da poco in commercio c’è però un nuovo strumento che potrebbe cambiare la vita ai pazienti. Si tratta del Reza Band. È un collarino che si indossa prima di coricarsi – la posizione orizzontale è quella che favorisce maggiormente il reflusso – e aiuta lo sfintere esofageo a chiudersi alla perfezione. Grazie alla sua fascia comfort non dà fastidio durante il sonno e trova la sua componente principale in un cuscinetto di forma anatomica che esercita una leggera pressione controllata sullo sfintere esofageo superiore. Tale pressione è regolata da una manopola che va puntata dal medico. Questo passaggio è molto importante: il Reza Band è un presidio medico e va indossato solamente dopo il consulto con l’otorinolaringoiatra che calibra alla perfezione la valvola esterna e dà le indicazioni terapeutiche per l’uso di questo strumento. Si tratta di una piccola rivoluzione per i pazienti che soffrono di reflusso gastroesofageo, grazie al quale si eliminano i sintomi associati.

Dopo sole due settimane c’è già un miglioramento significativo dimostrato da studi clinici. L’86 per cento dei pazienti ha riscontrato risultati positivi, nessuno ha avuto effetti collaterali. Già nelle prime due settimane è stata registrata un’attenuazione di sintomi quali raucedine, scolo retronasale, mal di gola, bisogno di schiarire la voce, disturbi digestivi, tosse cronica, sensazione di groppo in gola.

BIBLIOGRAFIA

Koufman JA, Amin MR, Panetti M. Prevalence of reflux in 113 consecutive patients with laryngeal and voice disorders. Otolaryngol Head Neck Surg 2000.

DeVault KR, Castell DO; American College of Gastroenterology. Updated guidelines for the diagnosis and treatment of gastroesophageal reflux disease. Am J Gastroenterol 2005.