Tenere pulite bene e in modo corretto le orecchie è fondamentale per evitare di incorrere in fastidiosi disturbi che vanno dalla formazione del tappo di cerume alle infezioni con comparsa di prurito insistente, sino alle otiti e persino alla perdita di udito. L’igiene dell’orecchio, infatti, è tanto importante quanto delicata. Una pulizia non corretta, perché troppo aggressiva o eseguita con eccessivo vigore, può dare origine a dolore all’orecchio e in particolare a vari disturbi tra cui, come detto, il tappo di cerume.

Il tappo di cerume, problematica molto comune, è un’ostruzione dell’orecchio dovuta all’accumulo di cerume che può essere dovuta ad un utilizzo improprio dei diffusissimi cotton fioc, ma anche di forcine o altri oggetti simili.

Un eccesso di zelo e le buone intenzioni a volte possono, infatti, creare un disturbo perché un errato utilizzo di questi oggetti può finire con lo spingere il cerume in profondità rischiando di creare terreno fertile per funghi, batteri, virus e aumentando il rischio di infezione o persino di bloccare il canale uditivo, portando alla perdita di udito oppure provocando addirittura la rottura del timpano.

Non facciamo danni, ecco perché non usare il cotton fioc

Secondo l’American Academy of Otolaryngology “in circostanze ideali i condotti uditivi non dovrebbero mai essere puliti”. Purtroppo, molte persone credono erroneamente che il cerume debba essere regolarmente rimosso per l’igiene personale. Non è così. In realtà tentare di rimuoverlo con tamponi di cotone o altri dispositivi può provocare danni all’orecchio, tra cui traumi, compressione del cerume, o addirittura la sordità temporanea. 

Questi oggetti spingono la cera nel più profondo, e sono in grado di bloccare il canale uditivo del tutto.

Il cerume, un amico che può diventare nemico

Il cerume è una sostanza prodotta dalle ghiandole del condotto uditivo composto principalmente da cellule morte della pelle, acidi grassi, alcoli, colesterolo, ed ha il fine di prevenire l’entrata di polvere, batteri e altri germi che possono danneggiare l’orecchio. Il cerume va a proteggere la pelle mantenendo la giusta lubrificazione del condotto uditivo, infatti un’eccessiva secchezza potrebbe dare origine al prurito dell’orecchio e conseguente lacerazione del tessuto aprendo la porta a eventuali infezioni o aggressioni da parte di funghi.

Se il cerume è in eccesso

La maggior parte delle persone non ha bisogno di pulire le orecchie se non nel corso della doccia o del bagno. Il cerume in eccesso viene fatto uscire dal canale uditivo automaticamente senza usare alcun cotton fioc. La rimozione del cerume è anche favorita da movimenti della mandibola (parlare, masticare, ecc), e una volta raggiunta la parte esterna dell’orecchio esso cade o viene rimosso quando si fa la doccia o il bagno. Tuttavia ci sono dei sintomi che possono indicare di avere un eccesso di cerume che necessità di osservazione. Tra questi:

  • l’accumulo di cera evidente
  • tintinnio nelle orecchie
  • prurito nelle orecchie
  • dolore alle orecchie frequente
  • perdita parziale dell’udito
  • cattivo odore nelle orecchie
  • scarico o spurgo dalle orecchie
  • sensazione di pienezza nelle orecchie

Tappo di cerume: i sintomi più frequenti

Improvvisamente non sentite più da un orecchio? Molto spesso la causa è proprio il tappo di cerume. Vediamo i sintomi più frequenti:

  • ronzii alle orecchie
  • rimbombo della propria voce
  • riduzione della capacità uditiva
  • dolore alle orecchie
  • percezione di orecchio pieno
  • sensazione di perdita d’equilibrio/vertigini

Come liberarsi del tappo di cerume

E’ importante seguire alcuni accorgimenti per togliere il tappo che si forma a causa della produzione naturale di cerume. Vediamo alcuni metodi non pericolosi per rimuovere il tappo di cerume. Innanzitutto i coni di cera che utilizzano a loro volta un principio fisico. Bruciando, provocano un vuoto che risucchia il tappo. Vanno però utilizzati con molta attenzione perché la cera calda può colare nell’orecchio causando ustioni e causando un’ostruzione a sua volta, più complicata da rimuovere, in alternativa si può ammorbidire la cera prima mettendo qualche goccia di olio di oliva. Poi, versare un tappo di acqua ossigenata al 3 % in ciascun orecchio per far uscire fuori la cera. Vale la pena notare che l’uso di semplice acqua sterile, o una soluzione salina sterile, per ammorbidire il cerume funziona altrettanto bene come l’olio. Si sentirà un po’ spumeggiare, che è del tutto normale, e si potrebbe sentire una leggera sensazione di bruciore. Attendere che il gorgogliare e il pungere regrediscano (in genere da 5 a 10 minuti) poi scolare su un fazzoletto di carta e ripetere con l’altro orecchio. Se i sintomi non scompaiono è perché, probabilmente a causa dei cotton fioc, il cerume è compattato in profondità nel canale uditivo e può essere opportuno ripetere il processo 2 volte al giorno per 3-6 giorni. E’ sempre consigliabile non agire da soli per rimuovere il tappo perché si potrebbero causare danni permanenti. Non va mai utilizzato il cotton-fioc, che serve per pulire il padiglione auricolare esterno ma che è bene non inserire nel condotto uditivo, nemmeno per una pulizia preventiva. Un uso sbagliato del cotton fioc, come ampiamente già illustrato, potrebbe causare invece danni al timpano, molto più gravi e complicati da curare. Una soluzione potrebbe essere l’utilizzo di uno spray per il lavaggio con una soluzione fisiologica, entrambi facilmente reperibili in farmacia. Se la situazione non migliora bisogna rivolgersi ad un professionista che può effettuare un lavaggio auricolare. L’otorino introduce nell’apparato uditivo un piccolo getto d’acqua che crea pressione e rimuove in modo meccanico il tappo. In caso di cerume molto secco, è bene prima ammorbidirlo utilizzando delle apposite gocce (la cerulisina è la più conosciuta) che ammorbidiscono l’ostruzione e facilitano l’espulsione. Tale tecnica del lavaggio, tuttavia, può anche provocare qualche giramento di testa e per questo molte volte viene sostituita dal più moderno e privo di complicanze ‘lavaggio al microscopio’ che vedremo nel dettaglio più avanti.

Orecchio ostruito dal cerume: attenzione al rischio otite

Il tappo di cerume, come detto, può anche generare un calo dell’udito e innescare un’otite esterna, cioè l’infiammazione della pelle del condotto uditivo che porta al timpano. All’inizio ci può essere dolore e secrezione, poi abbassamento dell’udito. Anche la sola umidità è sufficiente a provocare un’otite alla quale, alle volte, può associarsi un prurito molto forte dovuto ad un’infezione da funghi che può essere originata, appunto, da batteri o anche da un abuso di gocce antibiotiche. I sintomi più comuni dell’otite esterna sono, come detto, prurito associato a dolore acuto con gonfiore e possibile comparsa di pus. Nelle infiammazioni più serie può comparire anche qualche linea di febbre. Il malessere può crescere muovendo testa, collo e bocca. Se si presenta un’infezione di tipo batterico nell’orecchio medio, ossia più internamente, si tratta di otite media. Guai a trascurare tale infezione perché c’è il rischio che la membrana del timpano subisca lesioni con conseguente forte dolore accompagnato da febbre, spurgo se vi è rottura del timpano e sordità. Si tratta di un’infezione in genere causate da batteri che spesso interviene dopo infiammazioni che interessano le vie respiratorie come naso e faringe (e non a caso si registra soprattutto in inverno a seguito di raffreddori, faringiti o sinusiti).

Antibiotico o no?

L’otite, soprattutto nei bambini, è una patologia molto frequente, come molto frequente, al tempo stesso, è il ricorso immediato all’antibiotico per tentare di curare il più velocemente possibile quella che altro non è che una manifestazione infiammatoria dell’orecchio. Quale antibiotico, per quanti giorni va somministrato e dopo quanto fa effetto sono solitamente le domande che il medico di base o il pediatra si sentono rivolgere da genitori preoccupati. Nei casi di otite media è consuetudine somministrare un antibiotico per un periodo variabile (da 5 a 10 giorni) poiché, anche se il dolore all’orecchio può risolversi in breve tempo, l’infezione impiega molto più tempo per risolversi completamente. Spesso, tuttavia, soprattutto nel bambino, per alleviare il dolore vengono somministrati farmaci antidolorifici e analgesici per alcuni giorni, senza ricorrere agli antibiotici. Questo tipo di approccio ‘attendista’ è legato alle ormai conosciute limitazioni degli antibiotici, che infatti sono inutili nel caso di infezioni provocate da virus, non eliminano il fluido/pus accumulato nell’orecchio medio e possono causare effetti collaterali.

Acqua nelle orecchie e otite da piscina

Otite da piscina o orecchio del nuotatore è un’infezione batterica della pelle che copre l’orecchio esterno e del canale auricolare, di solito è causato da un’esposizione eccessiva dell’orecchio all’acqua in attività come il nuoto o altri sport acquatici. L’acqua entra nel condotto uditivo, può inumidire e ammorbidire la pelle che diventa terreno fertile per i batteri, tagli o abrasioni possono predisporre ad infezioni batteriche.

Se si è sensibili a questo tipo di infezioni bisognerebbe ridurre l’esposizione all’acqua e isolare con idonei dispositivi (tappi) le orecchie quando si fa il bagno o si nuota. Non si dovrebbe tentare di introdurre tamponi o simili nel condotto uditivo. Meglio, a fine allenamento o bagno, utilizzare anche alcune gocce disidratanti.

Il fastidioso prurito dell’orecchio

Il prurito all’orecchio è un sintomo comune dell’otite esterna, le cui cause sono:

  • lesione della pelle del condotto uditivo esterno da strofinamento eccessivo (cotton fioc, forcina per capelli)
  • lesione della pelle per prolungata esposizione ad ambiente umido (acqua della piscina, acqua del mare, acqua della doccia)
  • eczema del condotto uditivo esterno
  • tappo di cerume
  • psoriasi del condotto uditivo esterno
  • allergie a detergenti e profumi

Se non adeguatamente trattato il prurito può anche diventare cronico costringendo il paziente a grattarsi spesso e con energia eccessiva, comportamento che può generare un’infezione più grave. Una visita specialistica otorinolaringoiatrica con video microscopia dell’orecchio consente di determinare le caratteristiche del prurito all’orecchio, in relazione alla presenza o meno di eczema del condotto uditivo esterno o di otite esterna acuta o otite esterna cronica. Sotto la precisa visione del microscopio, lo specialista otorino procede alla rimozione del tappo epidermico (o del tappo di cerume) attraverso una sottile cannula di aspirazione. La manovra di pulizia dell’orecchio, quando eseguita al microscopio, risulta priva di dolore, non esce nemmeno una goccia di sangue ed evita i fastidiosi giramenti di testa provocati dal lavaggio auricolare. Per risolvere il prurito è anche possibile sottoporsi a fototerapia, trattamento completamente indolore che viene eseguito in ambulatorio, in pochi minuti, sempre dall’otorino.

E se l’orecchio spurga?

Le cause di secrezioni dell’orecchio sono diverse: l’origine è nell’orecchio medio dove può essere in corso un’infezione batterica o virale che non consente alle tube di Eustachio di drenare correttamente il liquido che si è formato a causa di un’ infiammazione per un raffreddore concomitante, oppure per ostruzione causata da un ingrossamento delle adenoidi.

Attenzione alle cure casalinghe e ai rimedi della nonna

Ci sono alcuni comportamenti da evitare nel caso in cui si accusi dolore all’orecchio: sbagliato bagnare l’orecchio, o utilizzare gocce di qualsiasi tipo senza prima aver consultato il medico. Mai mettere il cotone, nel caso si presentino secrezioni, perché in questo caso l’orecchio che perde pus è un fattore da non ostacolare. Il dolore che deve davvero preoccupare è quello continuo perché quello a fitte può essere causato da altri fattori. Questo tipo di “cure casalinghe”, data la vasta gamma di patologie che possono essere collegate al sintomo, potrebbero ostacolare in ogni modo la guarigione del paziente. Per questo in caso di dolore prolungato, è meglio rivolgersi al medico specialista.

Come prevenire le infezioni alle orecchie

La terapia preventiva dell’otite mira a correggerne i fattori predisponenti: ipertrofia dei turbinati, adenoidismo, allergie (pollini, polveri ed altri inalanti), disfunzioni della tuba di Eustachio. Se, soprattutto i bambini, soffrono di infezioni ricorrenti, invece di prescrivere una terapia antibiotica di medio-lungo periodo, lo specialista otorino, a seguito di accurata visita, studierà il caso nel dettaglio e la terapia atta a prevenire l’insorgenza di ulteriori infezioni. Se l’otite media si presenta di frequente in un bambino, infatti, può esserci una predisposizione dovuta alle adenoidi. L’ipertrofia delle adenoidi può essere evidenziata solo ed esclusivamente con la video fibroscopia, esame ambulatoriale veloce, indolore, preciso e documentale. Nel caso l’esame in questione accerti lo stato di ipertrofia può essere necessario ricorrere all’asportazione chirurgica delle adenoidi stesse (adenoidectomia coblator). La rimozione delle adenoidi con tecnologia Coblator è la nuova frontiera della chirurgia pediatrica in otorinolaringoiatria. Permette di evitare sanguinamento del tessuto da rimuovere, non provoca dolore durante e dopo l’intervento e garantisce una guarigione veloce. Con l’intervento di adenoidectomia Coblator i risultati sono definitivi e si evita l’assunzione di farmaci inutili quanto dannosi. Negli adulti, invece, il ripetersi di otiti può essere legato ad una cattiva respirazione nasale indice di ipertrofia dei turbinati (una condizione di malattia del naso dovuta ad ingrossamento della mucosa interna). Tale patologia può essere diagnosticata e curata dallo specialista otorino in ambulatorio con procedura indolore veloce ed efficace, tramite laser e radiofrequenza. Anche la sinusite, processo infiammatorio causato da un’infezione di diversi ceppi di batteri che rende difficoltosa la respirazione può generare otite. Anche in questo caso l’ipertrofia dei turbinati, determinando una scadente ventilazione delle cavità nasali, può essere causa di sinusite e di otite poiché crea un ambiente dove i batteri possono proliferare. Lo specialista, dopo una diagnosi eseguita con video fibroscopia del naso, può intervenire in modo indolore con laser terapia della sinusite cronica, trattamento di chirurgia ambulatoriale, condotto in anestesia locale, mediante una sottile fibra ottica laser.

Se il dolore all’orecchio persiste sempre meglio rivolgersi all’otorino

Al medico è importante descrivere con attenzione che cosa si prova. Lo specialista, in caso di patologia dell’orecchio, suggerirà la cura che – a seconda del dolore – potrebbe essere di diversi tipi, da quella antibiotica (ad esempio nel caso di otite batterica) fino ad arrivare all’intervento, a cui si arriva soprattutto quando ci sono traumi gravi al timpano che possono compromettere l’udito. Grazie alle nuove tecnologie, oggi l’otorino dispone della possibilità di effettuare la visita diagnostica al microscopio. In pochi secondi il paziente può vedere in diretta, con immagini ad alta definizione su un grande monitor, il funzionamento dell’orecchio e verificare l’efficacia delle terapie (tappo di cerume, otite, infiammazione del timpano, eczema, psoriasi del condotto uditivo).

Come risolvere definitivamente eccesso e tappo di cerume

Oggi esistono fortunatamente rimedi ambulatoriali indolori, veloci e in grado di garantire una completa guarigione dalle problematiche legate all’orecchio e in particolare alla produzione di cerume in eccesso o al tappo di cerume. Tra questi trattamenti segnaliamo la fototerapia uvb a banda stretta. Con alcune sedute è possibile mettere a riposo le ghiandole infiammate dell’orecchio rallentando e stoppando la produzione in eccesso di cerume. La fototoerapia è un trattamento completamente indolore e senza rischi che non dà complicazioni e in breve tempo risolve il problema dei tappi.

E se il dolore all’orecchio è dovuto ad un problema del naso?

La visita dall’otorino potrebbe rivelare che il dolore all’orecchio è dovuto al naso chiuso e a una non corretta respirazione. L’ostruzione alle vie nasali possono infatti portare ad una pressione fastidiosa alla cavità del timpano e, di conseguenza, all’orecchio. Polipi nasali, turbinati ingrossati e altre patologie del naso possono così avere ripercussioni sull’udito e sul padiglione auricolare. Anche altre patologie come le adenoidi infiammate e la sinusite cronica, nonché le allergie, possono causare il dolore all’orecchio. L’otorinolaringoiatra visita il paziente procedendo con una video endoscopia per capire a cosa sia dovuto il dolore. Nel caso in cui si scopra che il dolore all’orecchio è collegato ad una patologia del naso, si può operare tramite un trattamento ambulatoriale effettuato con laser che, in pochi minuti, può risolvere la vasta gamma di patologie che interessano l’apparato respiratorio. Si tratta di un intervento non invasivo in grado di risolvere sia i problemi di respirazione sia quelli che, di conseguenza, questi portano alle orecchie.

A cura del Dottor Alessandro Valieri, specialista in otorinolaringoiatria