Se si soffre di tosse persistente, secca o con presenza di catarro in gola, le cause potrebbero essere diverse. A seconda dei sintomi il medico capirà se quel fastidio sia da ricercare in un disturbo dello stomaco o dell’apparato respiratorio, e vada curato con la dieta, con farmaci e antibiotico oppure con un’operazione.

Tosse e reflusso

Partiamo dallo stomaco: in condizioni normali l’estremità inferiore dell’esofago impedisce, con una sorta di meccanismo a valvola (lo sfintere esofageo), il ritorno del succo acido dallo stomaco in esofago.

In presenza di una imperfetta chiusura di questo meccanismo muscolare (le cause possono essere varie) la normale continenza non viene più garantita e i succhi acidi dello stomaco possono defluire nell’esofago.

Ma come può essere il reflusso responsabile della tosse?

In certi casi la tosse deriva da un’irritazione laringo-tracheale diretta, secondaria all’aspirazione nelle vie aeree del succo acido proveniente dallo stomaco. In altri la tosse è conseguenza dell’irritazione data dai succhi acidi, in questo caso oltre alla tosse secca si potrebbe notare un certo bruciore all’altezza dello stomaco. Se il reflusso gastrolaringeo persiste per lungo tempo, con presenza di tosse secca, si può arrivare ad avere una fibrosi polmonare interstiziale. Va detto che tale eventualità può comparire dopo anni di reflusso come conseguenza del prolungato contatto nel tempo tra succo acido e strutture anatomiche bronco-polmonari del polmone profondo.

Un altro sintomo molto frequente è invece il cosiddetto “catarrino” o reclage. Questo il termine con il quale si indica la necessità che spesso ha il paziente di raschiare la gola in maniera ripetuta. Chi ne è affetto lamenta un senso di istruzione o una secrezione appiccicosa a livello faringeo che gli richiede la necessità di tossire per eliminare la fastidiosa sensazione di catramino che può anche modificare e rendere rauca la voce.

Quando la tosse è più grassa, con catarro e presenza di secrezione densa e abbondante, significa che è stata irritata la parigine e la faringe dal parte dell’acido rifluito. In questo caso non infrequente è la produzione abbondante di saliva (scialorrea), probabilmente meccanismo che serve a lavar via dalle pareti finge il succo acido risalito.

La tosse provocata da reflusso potrebbe anche essere una conseguenza dell’assunzione di farmaci teofillinici che favoriscono la dilatazione dei bronchi ma divengono anche responsabili di una ridotta chiusura dello sfintere esofageo e, di conseguenza, provocano il reflusso. Un altro aspetto che può essere utile alla diagnosi è notare se si è più indotti a tossire da stesi, posizione che favorisce la risalita dei succhi gastrici.

La cura: dieta e farmaci antireflusso

Nel caso di tosse dovuta al reflusso una delle accortezze principali e più naturali può essere quella di cambiare la dieta.

Ci sono alcuni cibi da cui è bene astenersi: in generale i succhi di frutta, in particolari modo di agrumi, ananas e frutti tropicali; il caffè e il thè; aceto, limone e cioccolata. Evitate anche la frutta secca, soprattutto se salata e tostata, e le bibite gassate. Niente menta, kiwi, pomodori, peperoni e melanzane mentre tra i dolci è bene evitare i grassi in genere (compreso burro, panna e mascarpone), l’agrodolce, i fritti e sottaceti. Se affetti dal disturbo è bene astenersi anche dai sughi di pomodoro (pizza compresa, se non potete fare a meno mangiatela bianca), vino, birra e alcolici. La carne meglio non bollita e sarà opportuno anche non mangiare prosciutto crudo e insaccati. A colazione evitare di bere molta acqua a stomaco vuoto e niente yogurt. Eliminare il fumo in questo caso fa meglio del solito. A questa dieta il medico associa spesso la somministrazione di farmaci antireflusso che curano il disturbo.

Tosse e naso chiuso

Il reflusso però non è sempre responsabile della tosse, anzi. Nella maggior parte dei casi la causa della tosse è da cercare nel muco che non riesce a defluire dal naso, perché in presenza di una qualche ostruzione, e finisce in gola provocando una tosse persistente e fastidiosa. Proprio per questo è importante curare il naso per fare passare il fastidio.

I polipi nasali sono uno dei problemi più noti nelle vie respiratorie. In presenza di tosse con polipi nasali il catarro sarà di colore giallo o tendente al verde. I polipi nasali sono neoformazioni di natura infiammatoria, perlopiù benigna, con tendenza alla crescita progressiva. La mucosa si infiamma e si ingrossa, finché non si trasforma in tessuto in eccesso. Così nasce il polipo che cresce gradualmente fino ad ostruire la cavità del naso, arrivando anche ad un totale blocco della respirazione. Il muco trova così un’ostruzione e finisce in gola, causando la tosse.  Simile il meccanismo che vede la tosse associata alla sinusite. Il catarro sarà sempre giallo o verdognolo ma questa volta la causa sarà un’infezione batterica e non la formazione di polipi che, come abbiamo visto, potrebbero formarsi in un secondo tempo se la sinusite dovesse essere trascurata.

Un’allergia può essere invece la causa di una tosse persistente associata a muco trasparente. L’allergia è spesso associata all’ipertrofia dei turbinati. La mucosa, una sorta di climatizzatore del naso, si irrita e provoca problemi del passaggio dell’aria, con i turbinati nasali che si ingrossano. Questo fastidio può essere associato, oltre che alla tosse, anche al naso secco e ad una forte rinite. Il naso secco è in genere la spia più evidente dell’ipertrofia e per questo va monitorato a dovere. L’ipertrofia dei turbinati si collega anche a patologie di cui abbiamo parlato prima, come la sinusite o i polipi nasali, e in generale può innescare un effetto domino che arriva fino, appunto, alla tosse persistente.

La cura: antibiotico o operazione

In caso di naso chiuso, una volta capito il sintomo si può decidere in che modo intervenire. In caso di un’infezione batterica che provoca l’ingrossamento della mucosa e quindi una difficoltà respiratoria, il medico può prescrivere un antibiotico dopo aver effettuato un tampone nasale con antibiogramma. In questo modo, alla fine del ciclo di antibiotici, il naso dovrebbe tornare libero e la tosse sparire grazie al regolare deflusso del muco dalle vie respiratorie.
Se invece la tosse è dovuta a infiammazioni ormai cronicizzate, come i polipi, il medico può naturalmente prescrivere farmaci che curano il disturbo (decongestionanti, spray nasali) e che aiutino ad aprire le vie respiratore e di conseguenza a far defluire il muco regolarmente attraverso il naso. Si tratta però di rimedi temporanei, utili soprattutto nelle fasi acute, ma se si vuole eliminare alla radice il problema è necessario intervenire chirurgicamente. L’operazione al naso classica, specie se interessa i polipi nasali, è piuttosto invasiva e richiede il ricovero del paziente con anestesia totale. Tuttavia ci sono interventi ambulatoriali che, attraverso il laser, mirano alla riduzione di polipi e mucose e alla liberazione del fastidio. L’operazione non richiede ricovero e dura non più di mezzora, senza tamponi né sanguinamenti. Il paziente può alla fine tornare alla sua vita libero finalmente da quella fastidiosa tosse persistente.

A cura del Dottor Alessandro Valieri, specialista in otorinolaringoiatria