L’INTERVENTO LASER AI POLIPI NASALI E’ IDEALE:

  • Evitare il ricovero ospedaliero (intervento ambulatoriale in anestesia locale)
  • Evitare l’anestesia generale con intubazione
  • Senza tamponi (il sanguinamento durante e dopo l’intervento è trascurabile)
  • Decorso post operatorio senza dolore e ripresa immediata del lavoro (nessuna convalescenza)
  • Trattare con ottimi risultati le recidive di poliposi nasale, evitando di prolungare le terapie con il cortisone
  • Trattare casi difficili nei quali esistano gravi controindicazioni alla anestesia generale (soggetti anziani, asmatici, cardiopatici, ansiosi)

I polipi nasali sono neoformazioni ripiene di secrezioni acquose

COSA SONO I POLIPI NASALI ?

Si definisce poliposi nasale una malattia cronica della mucosa nasale frequentemente associata ad allergia inalatoria (pollini, polveri ed altre sostanze) o ad intolleranza ad alcuni farmaci (acido acetilsalicilico, penicillina e derivati).
La mucosa infiammata si trasforma in tessuto in eccesso, di colorito pallido e di aspetto gelatinoso, quasi traslucido (polipo).
L’eziologia (la causa) è molto spesso solo presuntiva. Il polipo nasale, quindi, non rappresenta la malattia, ma il sintomo più evidente di essa.

 

QUALI SONO LE CAUSE DEI POLIPI NASALI ?

Secondo le ultime acquisizioni sulle cause della poliposi nasale, rivestirebbe un ruolo importante una anomalia del metabolismo dell’acido arachidonico (contenuto in molti alimenti), per cui i pazienti affetti dalla malattia sono spesso invitati ad evitare l’assunzione di frutta secca, salmone, ostriche, caviale e di tutti gli oli di semi. L’unico olio “innocuo” è l’olio di oliva (anche nel cucinare i cibi).
Frequentemente nei pazienti affetti da poliposi nasale esistono allergie o intolleranze all’acido acetilsalicilico e alla penicillina, quindi dovrebbe essere evitata l’assunzione di farmaci antinfiammatori a base di salicilati o di antibiotici a base di penicillina e derivati (cefalosporine).
Anche il cloro risulta essere molto dannoso per la mucosa nasale con tendenza a degenerare in polipi: la piscina può pertanto essere un ambiente controindicato nel contesto di tale patologia.

Le variazioni anatomiche, anche di lieve entità, sono in grado di determinare alterazioni di funzione, producendo ostacolo alla ventilazione e al drenaggio e di innescare una cascata di fenomeni che si articola come un circolo vizioso portando a variazione l’ecosistema locale e ad infiammazione cronica.

La funzionalità delle fosse nasali, fortemente condizionata dallo stato di apertura dei punti di comunicazione fra naso e seni paranasali, è una condizione fondamentale per il benessere respiratorio.

D’altronde anche temporanee alterazioni funzionali sono in grado di determinare variazioni nella struttura anatomica delle cavità nasali, inducendo un’eventuale soppressione o riduzione della ventilazione e del drenaggio nasale (per esempio un raffreddore a lenta guarigione) .

In corso di rinite acuta si osserva una riduzione delle cellule di rivestimento della mucosa nasale, con conseguente difficoltoso drenaggio verso l’esterno e ristagno di secrezioni catarrali fino alla gola, inducendo un’ulteriore alterazione dell’ecosistema nasale e offrendo migliori condizioni per la sopravvivenza di virus e batteri. La risposta immunitaria viene così alimentata ed aumenta anche il rischio di cronicizzazione o dell’insorgenza dei meccanismi di iperreattività nasale.

L’aria respirata nelle zone industriali, in città, ed anche l’aria degli ambienti chiusi soggetti all’uso frequente di aria condizionata, risulta ricca di pulviscolo e di sostanze potenzialmente nocive; tale inquinamento atmosferico, oltre a non consentire una corretta detersione da parte del filtro nasale, è destinato a incrementare la patologia delle vie aeree, la sensibilità specifica e l’iperreattività dell’apparato respiratorio (allergie ad acari e muffe, polipi nasali, sinusite cronica, ipertrofia dei turbinati e rinite vasomotoria, croste nasali, asma, sindrome rino bronchiale).

QUALI SONO I SINTOMI DEI POLIPI NASALI ?

La crescita dei polipi nasali determina il blocco dello scambio di aria tra il naso e i seni paranasali e le secrezioni prodotte dai seni paranasali non drenano più nel naso.
In tal modo i seni paranasali si riempiono progressivamente di muco; ciò impedisce la normale ventilazione e favorisce lo sviluppo di un ambiente con poco ossigeno. Laddove vi sia scarsa ossigenazione dei tessuti si osserva un aumentato rischio di infezioni e maggior tendenza alla cronicizzazione della malattia.
In pazienti affetti da asma bronchiale la presenza di rinosinusite polipoide aggrava il broncospasmo (sindrome rino-bronchiale), con necessità di aumentare il dosaggio dei farmaci per il controllo dell’asma. Inoltre la presenza di polipi nelle fosse nasali impedisce parzialmente o totalmente all’aria inspirata di raggiungere la fessura olfattiva: ne deriva riduzione o totale scomparsa dell’olfatto (iposmia/anosmia), cui spesso si accompagnano disturbi del gusto. Il recupero della percezione degli odori e dei sapori è tanto più possibile, quanto prima venga effettuato un corretto trattamento della poliposi nasale. Naso chiuso, russamento ed alitosi sono fra i sintomi che più di frequente conducono il paziente all’osservazione dell’otorinolaringoiatra.

COME SCOPRIRE DI AVERE I POLIPI NASALI ?

L’endoscopia nasale a fibre ottiche con registrazione su supporto dvd è l’esame diagnostico fondamentale che permette di osservare direttamente le fosse nasali e gli spazi di comunicazione con i seni paranasali.
Con la tomografia computerizzata (TAC) si studiano radiologicamente i seni paranasali e si identifica la reale estensione della malattia. Dalla combinazione dei dati ottenuti da questi due esami si deriva una diagnosi accurata ai fini della più appropriata scelta terapeutica.

Micromanipolo per il trattamento ambulatoriale della poliposi nasale

INTERVENTO LASER AI POLIPI NASALI

La terapia medica con cortisone (spray nasale, per via orale e/o per iniezioni intramuscolari) può limitare la crescita dei polipi negli stadi più lievi della patologia, ma non può essere risolutiva.

Il trattamento locale dell’allergia e della poliposi nasale con spray nasali cortisonici, se protratto a lungo, può produrre un calo delle difese con maggiore sensibilità a contrarre infezioni di batteri e funghi.

E’ importante notare che la genesi dell’allergia nasale e dei polipi nasali è stata recentemente collegata ad un’infezione fungina a carico di Aspergillus flavus, oppure ad un’infezione mista da Candida albicans e Candida tropicalis.

Tale è il motivo per cui è importante non affidarsi in maniera esclusiva alle terapie con cortisone e antistaminici; l’ipertrofia dei turbinati inferiori nasali ed i polipi nasali possono essere curati in ambulatorio, con procedura indolore veloce ed efficace, tramite laser e radiofrequenza.

La terapia più efficace si è rivelata indubbiamente quella chirurgica, eseguibile anche in modo minimamente invasivo con le più moderne tecnologie laser; a differenza della chirurgia tradizionale con il bisturi, si procede alla eliminazione dei polipi nasali senza danneggiare o asportare le ossa del naso (polipectomia nasale con il laser).

Il sottile raggio luminoso del laser agisce vaporizzando la mucosa polipoide senza sanguinamenti significativi e consentendo pertanto una visione ottimale di tutte le aree interessate dalla malattia.

L’indicazione all’utilizzo del laser, ancorchè di altre tecniche chirurgiche, compete al chirurgo otorinolaringoiatra, previa valutazione diretta delle caratteristiche e dell’estensione della poliposi nasale.

A cura del Dottor Alessandro Valieri, specialista in otorinolaringoiatria