Sangue dal naso e dalla bocca: cause e rimedi

Il setto nasale è ricco di capillari e molto vascolarizzato quindi anche molto delicato. Le cause di perdita di sangue dal naso (epistassi) possono essere diverse e di natura differente, le più frequenti sono di origine traumatica – ad esempio starnuti violenti, soffiarsi il naso con forza, infilare dita o altri oggetti nel naso, ma anche colpi violenti sul volto (nello sport può accadere purtroppo e in questi casi meglio verificare che non ci sia una frattura del setto), ma all’origine del sanguinamento, che può essere limitato e di breve durata ma anche copioso, potrebbe esserci una eccessiva secchezza della mucosa nasale.

La mucosa funge da regolatrice della corretta respirazione essendo formata da numerosi vasi sanguigni e soprattutto da quelle cellule che secernano il muco, sostanza che la funzione di tenere umida l’aria che si incanala attraverso la respirazione. Una mucosa interna troppo secca, magari perché irritata, può essere allo stesso tempo, causa ed effetto di un transito non corretto dell’aria che inaliamo e che è diretta verso bronchi e polmoni. Una mucosa nasale eccessivamente secca può innescare la formazione di croste nel naso. Quando tentiamo di rimuoverle provochiamo il sanguinamento rischiando, peraltro, di causare un’infezione interna. La crostosità associata alle volte al sanguinamento/epistassi e a secchezza interna possono essere chiari segnali di una predisposizione a rinite cronica, ossia una continua congestione nasale provocata da irritazione e l’infiammazione della mucosa nasale. Anche un’ipertrofia dei turbinati può generare questo problema. I turbinati, strutture ossee rivestite di mucosa, si trovano nelle fosse nasali e hanno la funzione di riscaldare, umidificare e filtrare l’aria che respiriamo. I turbinati rappresentano, infatti, il principale organo della respirazione nasale poiché hanno la funzione di filtrare dai germi l’aria diretta ai polmoni. L’ipertrofia dei turbinati è una condizione di malattia del naso che si verifica quando la mucosa dei turbinati si ingrossa impedendo il regolare passaggio dell’aria e provocando secchezza, crostosità e, quindi, il rischio di ripetuti sanguinamenti dal naso.

Il sangue dal naso, inoltre, può essere un sintomo di infezioni delle alte vie respiratorie come appunto la rinite o anche della presenza di tumori del rinofaringe o dei seni paranasali, ma può essere dovuto anche a sbalzi di pressione, oppure a sbalzi ormonali, sia della pubertà che della gravidanza.

Alcune patologie infettive hanno in comune la perdita di sangue dal naso come morbillo, scarlattina, tifo, rosolia.

L’epitassi aumenta di frequenza e spesso anche di gravità, in caso di patologie che interessano la coagulazione o in concomitanza di terapie con anticoagulanti o antinfiammatori (es. aspirina, eparina, ibuprofene…).

Cosa fare per arrestare l’emorragia

Quando il sanguinamento dal naso non è di origine traumatica, è necessario rimanere seduti con la testa dritta o leggermente reclinata in avanti per far fuoriuscire il sangue dalle narici ed evitare che finisca in gola, poiché il sangue è indigesto e se deglutito potrebbe provocare vomito e febbre.

Per fermare l’emorragia è possibile e consigliabile tenere le narici leggermente premute con le dita ed applicare un impacco di acqua fredda o ghiaccio sul naso.

Nel caso in cui l’emorragia non si arrestasse in un tempo ragionevolmente breve è necessario ricorrere ad un medico che tamponerà le narici con una garza imbevuta di emostatico.

Nel caso in cui l’emorragia sia conseguenza di un colpo violento, col rischio che possa esserci anche un sospetto trauma cranico o una frattura al setto nasale, è necessario un immediato ricovero in ospedale.

Se l’epistassi diventa frequente, è indispensabile una visita di controllo perché la causa potrebbe essere la debolezza dei vasi sanguigni. A tal proposito spesso vengono proposte creme cicatrizzanti che però non risolvono il problema e sono palliativi momentanei, oppure si consiglia la cauterizzazione elettrica, intervento che può avere delle recidive e non eliminare completamente il problema. L’otorino esaminerà l’interno del naso attraverso una sonda sottile (fibroscopia) e controllerà che non siano presenti patologie locali, come ad esempio un polipo sanguinante. Al fine di risolvere il problema ed evitare recidive lo specialista potrà poi procedere con la cauterizzazione laser, di nuova generazione, consigliabile perché indolore, definitiva e sicura, quindi indicata anche nei bambini e ragazzi. La cauterizzazione con Laser richiede solo pochi minuti e può essere eseguita in uno studio medico o in un ambulatorio, con il paziente libero di tornare alla propria vita non appena terminata la breve seduta.

Sangue dalla bocca

Se una perdita improvvisa di sangue dal naso può spaventare, una perdita di sangue dalla bocca può suscitare il panico ancora più facilmente, anche in questo caso le cause sono molteplici ed è importante, prima di fasciarsi la testa, fare caso al susseguirsi degli eventi che precedono il sanguinamento e capire esattamente quando e come si presenta l’emissione di sangue se vogliamo davvero scoprire dove sta l’origine del problema.

Perdita di sangue dalla bocca con tosse

La tosse è un meccanismo di difesa dell’apparato respiratorio per liberare le vie aeree, a volte un violento colpo di tosse può dare un espettorato striato di sangue (emoftoe), conseguenza della rottura di un vaso sanguigno.

Il catarro striato di sangue rivela un processo infiammatorio che interessa le prime vie respiratorie può presentarsi in molte patologie estremamente diverse tra loro, in questo caso è necessario porre l’attenzione sugli altri sintomi in corso, potrebbe trattarsi di sinusite, laringite, faringite, tonsillite cronica ma anche polmonite, fibrosi cistica, tumore al polmone.

Perdita di sangue dalla bocca senza tosse

Nel caso in cui l’emissione del sangue dalla bocca (emottisi) non sia preceduto da colpi di tosse, ci si può orientare nella ricerca dell’origine del sanguinamento nella zona al di sopra della laringe. Può essere che l’emorragia provenga da varici della base della lingua o da un punto superiore, a livello della parete posteriore della faringe o nelle fosse nasali. Un abbondante sanguinamento proveniente dalla parte posteriore delle fosse nasali, può invadere anche la faringe e le vie aeree inferiori e in questo caso è probabile che ci sia la presenza di qualche colpo di tosse alla base del fastidio provocato dalla presenza del sangue.

Nel corso della pulizia dentale ci può essere una presenza di sangue anche copioso dovuta a problemi gengivali o parodontali di una certa gravità, in questo caso sarà semplice individuarne l’origine, anche un’emissione di saliva omogeneamente di colore rosato lontano dal momento della pulizia dentale indica una causa da ricercare nel cavo orale.

La presenza di sangue sul cuscino al mattino, specialmente per le persone che soffrono di russamento e che digrignano i denti creando aspirazioni o suzioni a labbra chiuse durante il sonno, può essere legata a sanguinamento gengivale, ma in questi casi è opportuno effettuare un’indagine più approfondita per escludere una lesione a carico dell’esofago.

La provenienza del sangue potrebbe essere anche gastrica, ma in questo caso si accompagna a conati di vomito (ematemesi) o a rigurgiti, il colore è bruno scuro, tipo “fondo di caffè”, in quanto l’ambiente acido dello stomaco ne modifica l’aspetto.

La visita specialistica

Per ricercare l’origine della perdita di sangue l’otorino è lo specialista più indicato poiché in possesso delle conoscenze e degli strumenti necessari: lo specialista otorino, infatti, mediante una fibroscopia di naso, bocca e gola – un esame molto semplice, estremamente rapido e indolore – può capire rapidamente a cosa sia dovuto il problema del sanguinamento. Non esiste un’età specifica richiesta per l’esecuzione di questo esame. Può essere eseguita su un neonato o bambino, così come in un soggetto adulto e in uno anziano. Mediante le fibre ottiche del fibroscopio, l’otorino visita internamente ma senza essere invasivo (come invece accade con la broncoscopia) e senza fare ricorso alle radiazioni (di certo non salutari) che vengono emanate nelle comuni radiografie. Grazie a questo esame indolore, lo specialista è dunque in grado di suggerire la terapia più indicata per la risoluzione definitiva del problema.