Molto spesso sono sintomi associati a malattie della gola

Arsura, irritazione, amaro in bocca e mal di gola: sono questi i sintomi che molto spesso si associano alla gola secca. Un sintomo che, come l’amaro in bocca, può essere causato da diverse patologie.  Le cause della gola secca possono essere di vari tipi.

Una bassa percentuale di acqua nel corpo – con la disidratazione – può fare diventare la gola secca e la lingua bianca, specie in inverno. Importante guidare bere acqua e mangiare frutta e verdura per evitarlo. L’alcol, poi, assorbe l’umidità dei tessuti e la gola rimane secca e impastata. Quando si bevono alcolici è quindi importante sorseggiare anche acqua per non seccare la gola. In inverno l’aria ha meno umidità e ciò causa l’irritazione delle membrane della gola. Soggetti alla secchezza della gola sono anche i fumatori.

Ci sono poi varie malattie che causano la gola secca. Può essere ad esempio un sintomo frequente del diabete.

Questa malattia, caratterizzata da un aumento della produzione di urine, può causare problemi renali e portare alla disidratazione. Del resto la gola secca è anche un effetto collaterale dei farmaci usati per diabetici, utili a ridurre la glicemia.
Da annoverare anche la sclerodermia, una malattia che porta all’accumulo di collageni e di matrice extra-cellulare nel tessuto connettivo e nei vasi sanguigni dell’organismo. La secchezza di gola e bocca è causata in generale dalla fibrosi di capillari, canali escretori e ghiandole salivari.

Le persone allergiche sono soggette a secchezza della gola. La reazione allergica delle vie respiratorie causa l’irritazione e può essere accompagnata da raucedine, tosse secca stizzosa e prurito. Tra gli allergeni più comuni: troviamo pollini, acari della polvere, pelo degli animali e prodotti chimici.

Laringite e secchezza alla gola

La secchezza alla gola può essere anche un sintomo della laringite, l’infiammazione della laringe. Il tono della voce è alterato nei soggetti che sono affetti da questa patologia, infatti soffrono di raucedine e abbassamento alla voce. Le cause della laringite sono varie. Quella acuta è dovuta a infezioni virali (raffreddore e influenza) e sforzo vocale. Tra le cause anche l’infezione batterica/fungina.

La laringite cronica è causata invece dal reflusso gastroesofageo, sinusite, allergie, infiammazione delle adenoidi, tracheite, abuso di alcol, fumo o faringite. Nel caso si sospetti di una laringite è bene recarsi dallo specialista otorinolaringoiatra a cui spiegare dettagliatamente i sintomi.  Per diagnosticare la malattia è sufficiente la visita medica. Contro la laringite il medico prescrive spesso un antibiotico che aiuta a contrastare l’infezione e ridurre l’infiammazione, antinfiammatori steroidi come ibuprofene o ketroprofene. Tra i farmaci prescritti anche quelli cortisonici per ridurre infiammazione e dolore, eventualmente da assumere anche con aerosol.

In presenza di laringite è bene evitare di stressare le corde vocali, inalare vapore che può alleviare il fastidio riducendo il gonfiore e il dolore alla gola. Un rimedio casalingo può essere utile chiudere il bagno riempiendolo di vapore utilizzando l’acqua calda.

Si deve rimanere nella stanza per circa un quarto d’ora. Bere acqua, mantenere la gola idratata e respirare attraverso il naso sono altri accorgimenti utili.

Una miscela di limone e miele da aggiungere al tè o fare bollire fuoco lento aglio e zenzero sono ottimi “rimedi della donna”.

Faringite e secchezza della gola

Un’altra malattia che può essere causa della secchezza della gola è la faringite. In questo caso ad essere infiammata è la parte superiore della gola. Virus, batteri, reazioni allergiche e funghi possono causare questa malattia che si verifica quasi sempre con l’influenza. La faringite potrebbe anche essere causata da mononucleosi, tonsillite, allergia e laringite. I sintomi più comuni, oltre alla bocca secca, sono raucedine, difficoltà di deglutire, tosse secca, starnuti, stanchezza, ingrossamento dei linfonodi del collo, ugola gonfia e prurito alla gola.

I tipi di faringite sono diversi, qui ne ricordiamo un paio molto comuni: la faringite cronica atrofica è caratterizzata dalla formazione di tessuto fibroso che provoca la riduzione delle dimensioni delle ghiandole nella mucosa faringea, dei linfonodi e dei vasi sanguigni. Inoltre una delle più comuni è la faringite da reflusso, causata da una risalita dei succhi gastrointestinali verso la gola che, con la loro acidità, danneggiano la mucosa e indeboliscono le difese immunitarie

Per quanto riguarda la faringite virale quella più comune è causata dall’adenovirus che si diffonde più velocemente rispetto alle altre patologie e colpisce le persone con un sistema immunitario debole come i bambini e gli anziani.

La diagnosi e i rimedi: rossore e placche biancastre possono comparire insieme alla faringite. Il dottore, nel diagnosticare, la malattia, oltre a esame visivo e palpazione può prescrivere test allergici e analisi del sangue.

La faringite virale solitamente ha il decorso di una settimana che si risolve senza alcun trattamento particolare. La faringite batterica viene invece combattuta tramite antibiotici come Claritromicina, amoxicillina, azitromicina, clindamicina, penicillina (per l’infezione da streptococco). Per il dolore il medico prescrive degli antinfiammatori.

Tra i rimedi naturali: gargarismi con acqua salata, masticare un pezzo di zenzero, bere te verde con curcuma. Tra gli alimenti consigliati frutta succosa di stagione, verdura a foglia verde e patate.

La sensazione di amaro in bocca

Non è solo un modo di dire ma anche una fastidiosa manifestazione di malattie che si pensa siano associate allo stomaco ma che, in realtà, spessissimo sono dovute a disturbi alla gola di vario tipo. Si sente la bocca impastata, la gola secca, una presenza amara, come la sgradevole sensazione di aver mangiato qualcosa di avariato. Spesso è dovuta al reflusso gastroesofageo, che causa malattie alla gola, e in questo caso si manifesta soprattutto al risveglio.

L’amaro in bocca è associata a una salivazione scarsa, alito cattivo e secchezza delle fauci. A volte – in caso di proliferazione batterica – si presenta la lingua bianca.

Una delle malattie associate alla sgradevole sensazione è la tonsillite cronica. Si tratta di un’infiammazione delle tonsille che può avere varie origini. La malattia si cronicizza se si trascurano le forme acute, per cui è molto importante curarla il prima possibile. La tonsillite acuta è molto frequente tra i bambini. Di solito a forte mal di gola si associa una febbre elevata, caratteristica – questa – che permette di distinguerla da una faringite che, invece, non presenta febbre associata. Se recidiva, con più di tre episodi in un anno, si è di fronte ad una tonsillite cronica per cui potrebbe essere necessario operare e asportare le tonsille.

Dato che il reflusso è quasi sempre causa primaria di amaro in bocca, quando si sente questa sensazione è bene fare una visita dall’otorinolaringoiatra per controllare se in gola è tutto a posto. Tonsille, faringe e laringe sono infatti i primi organi danneggiati dal reflusso. Come abbiamo accennato poco fa, la risalita dell’acidità dallo stomaco danneggia le mucose che diventano terreno fertile per la proliferazione dei batteri.

Come curare la secchezza della gola e farsi passare l’amaro in bocca

Abbiamo visto chiaramente che si tratta di sintomi di altre malattie. Dopo la visita dal medico specialista, che cercherà di capire a quali cause sono associati questi sintomi, si inizierà con il trattamento farmacologico adatto. A seconda del fatto che la malattia abbia colpito faringe, laringe o tonsille, l’otorinolaringoiatra potrà prescrivere i farmaci adatti consigliando un corretto stile di vita al paziente.

In caso sia necessario operare per rimuovere la mucosa colpita, esistono oggi innovative tecniche chirurgiche che permettono al medico di operare con il laser, in ambulatorio. Si tratta di un’operazione che non richiede anestesia totale né ricovero ma che viene eseguito in circa un’ora. Il laser va a rimuovere la parte di mucosa infetta, lasciando integra quella sana. Dopo l’operazione il paziente può tornare alla sua vita precedente, con l’unica indicazione di una visita di controllo qualche settimana dopo l’intervento.

A cura del Dottor Alessandro Valieri, specialista in otorinolaringoiatria