Le cause del naso chiuso

Quando si parla di congestione nasale è meglio parlare come mangiamo (ma, ci dicono le ultime ricerche, anche mangiare con attenzione). Perché dietro a queste due parole ci sono due problematiche tanto comuni quanto abitualmente sottovalutate, ossia il naso chiuso e la sinusite. Partiamo dalla prima, dalla difficoltà respiratoria che se da temporanea diviene cronica rischia di cambiarci, purtroppo in peggio, la vita quotidiana.

Perché se fatichiamo a respirare col naso possiamo incontrare problemi anche a concentrarci sul lavoro e, ovviamente, a prendere sonno e a riposare bene.

Spesso all’origine di una cattiva respirazione c’è una infiammazione o irritazione (congestione) della mucosa interna al naso, uno dei problemi più diffusi e fastidiosi delle alte vie respiratorie. Ma anche uno dei fattori più sottovalutati perché spesso trattato come malanno di stagione. In realtà questo tipo di patologie rappresentano un problema serio per larga parte della popolazione, perché solitamente ed erroneamente, non diagnosticate in modo corretto.

Tra le cause alla base delle difficoltà respiratorie nasali individuate dagli specialisti ci sono infezioni (il comune raffreddore), sinusiti, anomalie strutturali (deviazione del setto), allergie, riniti da fumo di sigaretta, polipi nasali ed ingrossamento delle mucose con ipertrofia dei turbinati.

Soffiarsi il naso fa bene? Secondo i medici sì, ma agendo su di una narice alla volta. Perché soffiando con entrambe il muco in eccesso potrebbe rientrare nei seni nasali. Subito potremmo sentirci meglio, ma poi accuseremo di certo un peggioramento della situazione ravvisando ancora più difficoltà nel respirare.  

Placebo e terapie palliative Lavaggi nasali, lubrificanti e spray sono tra i prodotti più venduti in farmacia, ma anche quelli che forniscono meno risultati.  Questi palliativi, infatti, non solo non risolvono il problema, ma tendono anche a creare dipendenza fisica e psicologica nel paziente. Lo stesso dicasi degli antibiotici, necessari e funzionali, ma ovviamente quando l’organismo sta combattendo contro un’infezione batterica.

I falsi miti Stare alla larga da decongestionanti fai da te, pozioni magiche, intrugli alle erbe ci mette al riparo da almeno due conseguenze: risparmieremo tempo e denaro in ‘cure’ inutili. E risparmiare tempo significa anche evitare che il naso chiuso e la difficoltà respiratoria diventino problematiche croniche.

Respiriamo come mangiamo? La produzione e concentrazione di muco nelle vie aeree superiori, con conseguente sensazione di naso chiuso, è senza dubbio legata all’aria che respiriamo (troppo secca o troppo umida) come alla presenza di virus e batteri. Ma può essere favorita anche da fattori legati allo stile di vita, in primis all’alimentazione.

I medici, infatti, hanno individuato alcuni cibi ritenuti possibili ‘produttori di muco’ e quindi potenziali cause del peggioramento delle congestioni. Tra questi vi sarebbero latte e derivati, carne, zuccheri raffinati, cereali raffinati, uova, alcol, caffè e cibi fritti.

Alcune certezze scientifiche da non dimenticare Tra le cause principali di una cattiva respirazione che tende a divenire cronica ci sono polipi nasali e ipertrofia dei turbinati (i turbinati rappresentano il principale organo della respirazione nasale, e hanno la funzione di riscaldare, umidificare e filtrare dai germi l’aria diretta ai polmoni, l’ipertrofia dei turbinati è una condizione di malattia del naso dovuta ad ingrossamento della mucosa dei turbinati inferiori). Le soluzioni definitive ai fastidi collegati alla poliposi nasale e all’ipertrofia dei turbinati – malattie che solo uno otorinolaringoiatra può accertare grazie ad una accurata visita diagnostica, sono rappresentate oggi da radiofrequenza e laser terapia, procedure veloci e indolori che possono essere eseguite in ambulatorio e che assicurano rapida e duratura guarigione.