Occhio che lacrima

Grazie alle nuove tecnologie oggi è possibile risolvere il problema dell’occhio che lacrima in maniera persistente in pochi minuti, senza dolore e senza ricorrere ad interventi invasivi. La possibilità di combinare strumenti diagnostici di tipo endoscopico, importanti per comprendere la causa esatta alla base del disturbo, in parallelo alla moderna tecnologia del laser a diodi a bassa temperatura, consente di ottimizzare il deflusso del liquido lacrimale ponendo fine ai fastidi legati all’eccessiva lacrimazione.

L’occhio che lacrima, tecnicamente detto ‘epifora’, è un problema diffuso, sia nei bambini che negli adulti, è spesso legato a problemi e patologie del canale naso-lacrimale (ostruzioni, polipi nasali, ipertrofia dei turbinati, sinusite cronica) ed è di frequente causa di imbarazzi legati ad arrossamenti, alla formazione di crosticine sopra e sotto le palpebre, nonché del pericoloso sintomo detto ‘della vista appannata’, negli adulti particolarmente rischioso poiché può presentarsi anche durante la guida, ma anche piuttosto ‘invalidante’ se l’adulto che ne soffre, ad esempio, svolge attività lavorative che richiedono molta concentrazione e sforzo della vista.

UN PROBLEMA DIFFUSO

Le lacrime vengono prodotte di continuo dalle ghiandole lacrimali per mantenere lubrificato, pulito ed umido l’occhio.  Mentre quando piangiamo produciamo un quantitativo eccessivo di lacrime che finiscono normalmente al di fuori degli occhi, ciò non succede e non deve succedere in situazioni normali. Se non sono presenti problemi, infatti, le lacrime prodotte dalle ghiandole lacrimali per mantenere in salute il nostro occhio e garantire quindi la piena funzionalità della vista, attraversano il cosiddetto ‘sistema lacrimale’ per finire poi nel naso. Nel caso però sia presente una ostruzione a livello del sistema lacrimale, ecco che le lacrime non vengono, in gergo, ‘smaltite’ dando così origine alla lacrimazione costante e fastidiosa che, se non curata, può evolvere negativamente generando infezioni ed infiammazioni che possono peraltro acuirsi e cronicizzare.

Tale ostruzione, spesso congenita, è un problema molto più diffuso di quanto si pensi. Si verifica, ad esempio, in circa il 6% dei bambini, e in genere, nei più piccoli, deriva da un blocco o da un’incompleta formazione del canale naso-lacrimale. Quando, invece, il blocco nel sistema lacrimale emerge in età più adulta, cosa che avviene in centinaia di migliaia di soggetti, l’epifora, ossia la fuoriuscita di lacrime in eccesso sulla palpebra, è dovuta ad un’infiammazione o infezione.

SINTOMI

L’ostruzione (parziale o completa) delle vie lacrimali con lacrimazione persistente colpisce, come abbiamo visto, tutte le fasce d’età, dai più piccoli sino agli adulti e gli anziani.

In alcuni casi l’eccessiva lacrimazione può dare il là ad infezioni dell’apparato lacrimale che sono causa di secrezioni di muco che fuoriesce dai condotti lacrimali.
I sintomi più evidenti dell’epifora, oltre alla fuoriuscita di lacrime dall’occhio sulle palpebre, sono, appunto, queste secrezioni di pus, fastidio e rossore interno all’occhio e dolore al bulbo oculare.

Da non sottovalutare anche il ripetersi di congiuntiviti, questo infatti può essere un chiaro segnale di problemi al sistema lacrimale. Tutti questi sintomi, ovviamente, possono essere aggravati da fattori ambientali come freddo, vento, pollini, stress e scarso riposo. La malattia infiammatoria più frequente del canale naso-lacrimale è la dacriocistite. Nell’adulto la dacriocistite può manifestarsi con una forma acuta ed una cronica. Mentre la prima può provocare solamente lacrimazione continua, la forma acuta può implicare sia lacrimazione sia secrezione purulenta di pus con infiammazione, dolore e rigonfiamento nell’area del sacco lacrimale, quella tra l’occhio e la parte alta del naso. Tale patologia, se trattata per tempo con antibiotici e lavaggi del condotto, può risolversi rapidamente. La terapia antibiotica diventa però insufficiente se l’infiammazione cronicizza in una ostruzione permanente delle vie lacrimali. A questo punto è necessario intervenire chirurgicamente.

E’ bene chiarire che la maggior parte delle patologie che provocano un’ostruzione del canale naso-lacrimale e una lacrimazione persistente, non mettono in pericolo la vista. Tuttavia l’ostruzione può dare origine a diverse complicanze che possono rivelarsi alquanto fastidiose causando visione offuscata, dolore all’occhio e senso di imbarazzo per via degli occhi sempre arrossati e lacrimanti.

SPESSO LA CAUSA E’ TRA NASO E OCCHIO

Spesso alla base della problematica relativa all’eccessiva lacrimazione, che come abbiamo visto può poi evolvere in infiammazioni ed infezioni croniche ben più fastidiose, non c’è direttamente una disfunzione dell’occhio o del sistema lacrimale, bensì una patologia interna alle fosse nasali e alle vie aeree superiori. Tra queste, in particolare vanno annoverate polipi nasali, ipertrofia dei turbinati, sinusiti. Tutte queste patologie ‘nasali’ alterano il passaggio dell’aria che inaliamo, aria che fatica a transitare correttamente e che può provocare disfunzioni interna al canale naso-lacrimale, in particolare ristagni cronici del secreto lacrimale, infezioni e ostruzioni/blocchi che non permettono alle lacrime di finire nel naso, come invece normalmente dovrebbe andare.

Per indagare l’origine della patologia e studiare così la cura più appropriata, lo specialista potrà procedere con un lavaggio delle vie lacrimali, idoneo per identificare la sede dell’ostruzione eventualmente presente nel canale naso-lacrimale, ma anche verificare se tale ostruzione sia provocata da problemi presenti nella cavità nasale (presenza di polipi, di turbinati ingrossati, ecc.).

DIAGNOSI

L’occhio del paziente, in tutti i casi di eccessiva lacrimazione che abbiamo sinora elencato, va esaminato con cura, anche con l’ausilio di un microscopio se necessario, questo per escludere patologie oculari più gravi. Al fine di ottenere una diagnosi corretta, alla luce anche della stretta correlazione esistente tra occhio e naso, ancora più marcata quando si è in presenza di epifora, è fondamentale rivolgersi ad uno specialista in otorinolaringoiatria.

Di certo una adeguata valutazione oculistica con studio della via lacrimale e una visita otorinolaringoiatrica con l’ausilio di un esame endoscopico della cavità nasale, permettono di studiare la migliore metodologia d’intervento finalizzata alla risoluzione del problema.

LA NUOVA TERAPIA LASER NON INVASIVA

Quando il canale naso-lacrimale è ostruito e la situazione non è più recuperabile mediante lavaggi interni e terapie antibiotiche, spesso non vi è altra soluzione che intervenire chirurgicamente. Sino a qualche tempo fa, ma ancora oggi c’è chi lo pratica, l’intervento di dacriocistorinostomia, ossia la costruzione di una nuova via di deflusso delle secrezioni lacrimali, veniva eseguito dall’esterno, sottoponendo il paziente ad anestesia generale. Questo approccio, oltre che doloroso, si  può rivelare anche alquanto antiestetico lasciando cicatrici piuttosto evidenti sul viso, ma soprattutto può provocare disfunzioni al sistema lacrimale e alla vista. Senza contare il lungo periodo di recupero postoperatorio. Oggi, grazie alle nuove tecnologie, è possibile intervenite anche in maniera endonasale, quindi non più dall’esterno, ma dall’interno.  

Tale approccio può essere eseguito anche mediante l’uso di apparecchi laser (con tecnologia a diodi) abbinati a strumenti endoscopici a fibre ottiche. L’intervento in questione viene eseguito dall’otorinolaringoiatra e dall’oculista in anestesia locale ed è associato ad alte percentuali di successo, fino al 95%. I principali vantaggi di un approccio endoscopico, quindi interno, includono: assenza di incisione sulla pelle, assenza di sanguinamenti, azzeramento del rischio di danni al sistema lacrimale e alla vista, rapidità dell’intervento e del recupero post operatorio.