La disfunzione tubarica è una patologia cronica per cui le cure termali non sono sempre efficaci. L’orecchio tappato è uno dei fastidi più noti a chi di professione si sottopone a sbalzi di pressione, come subacquei, personale di volo o piloti di aerei. Si tratta di un disturbo che può essere indolore, con la sola presenza di orecchio ovattato, ma che può essere accompagnato anche da forti dolori specie in persone che soffrono di rinite o che hanno altre difficoltà respiratorie. Una condizione che è denominata disfunzione tubarica.

Che cos’è

La patologia è spesso un difetto cronico funzionale con il quale la capacità di regolare la naturale aerazione, ventilazione ed auto pulizia dell’orecchio sono limitate. La disfunzione tubarica si presenta con sintomi iniziali come l’abbassamento uditivo che rende inutili anche le classiche manovre di compensazione con il naso chiuso con le quali si cerca di ottenere una canalizzazione che liberi dalla sensazione di ovattamento. Di conseguenza si sviluppano otiti croniche, dovute al cattivo funzionamento e ventilazione della tuba che porta ad una perdita di udito.

La visita e la cura tradizionale

Sarà bene, nel caso si pensi di soffrire di questo disturbo, rivolgersi al medico specialista che – dopo una prima visita con endoscopia – potrebbe riscontrare un accumulo di catarro, una delle classiche cause dell’otite. Tradizionalmente questa disfunzione è stata trattata con le cure termali: sedute lunghe e ripetute di insufflazione tubariche di aria. Questa terapia prevede una certa fatica per i pazienti: per almeno una decina di giorni viene introdotta una cannula rigida dal naso che raggiunge l’orifizio tubarico dalla quale viene somministrata la terapia termale. La tuba di Eustachio è infatti il canale di collegamento tra naso e orecchio medio e la sua funzione serve a prevenire patologie molto gravi. Purtroppo non sempre la cura termale dà risultati destinati a durare nel tempo, portando a risultati parziali. Il paziente, dopo qualche tempo, spesso è costretto a sottoporsi di nuovo al ciclo di inalazioni.

Il microendoscopio con palloncino

Negli ultimi tempi è stata però studiata una nuova tecnica: quella del microendoscopio con palloncino gonfiabile. Si tratta di uno strumento progettato in modo da permetterà al catetere per la dilatazione di entrare nella tuba in tutta sicurezza, in maniera controllata e molto delicata. Come detto, la tuba di Eustachio è uno strumento che svolge diverse funzioni: la procedura è solo minimamente invasiva ed è sicura. Una volta all’interno viene gonfiato un palloncino, sottile come un capello, che dilata la tuba ripristinando le sue funzioni, poi questo viene sgonfiato e sfilato. 

Nessun trauma viene subito dal paziente. Si tratta di un procedimento simile alla dilatazione con palloncino nelle stenosi vascolari e sovente è stato utilizzato per il trattamento di sinusiti ostruttive croniche. E’ un intervento che ha dimostrato grande efficacia ed assenza di effetti collaterali. Questa tecnologia consente il dilatamento senza dolore della tuba di Eustachio e rappresenta un’alternativa alle cure termali classiche. Al termine dell’intervento, che si svolge in ambulatorio, il paziente non presente né dolore né sanguinamento e può tornare alla propria attività.

Otite e naso chiuso

Può capitare che la causa dell’otite sia da ricercare all’ingrossamento dei turbinati nasali. Spesso infatti, naso chiuso e dolore all’orecchio sono associati. In questo caso potrebbe essere utile una visita approfondita e un intervento risolutivo. Anche qui ci sono diverse soluzioni, da quella farmaceutica a quella chirurgica, ma una di queste è ambulatoriale: si tratta dell’intervento laser ai turbinati che avviene in anestesia locale (mediante spray anestetico) e dura circa trenta minuti. Con il laser vengono ridotti i turbinati nasali, una procedura del tutto indolore che può cambiare la vita delle persone in maniera poco invasiva.

A cura del Dott. Alessandro Valieri, specialista in otorinolaringoiatria