La disfunzione tubarica è una patologia cronica per cui le cure termali non sono sempre efficaci. L’orecchio tappato è uno dei fastidi più noti a chi di professione si sottopone a sbalzi di pressione, come subacquei, personale di volo o piloti di aerei. Si tratta di un disturbo che può essere indolore, con la sola presenza di orecchio ovattato, ma che può essere accompagnato anche da forti dolori specie in persone che soffrono di rinite o che hanno altre difficoltà respiratorie. Una condizione che è denominata disfunzione tubarica.

Che cos’è la disfunzione tubarica

La disfunzione tubarica è spesso un difetto cronico funzionale con il quale la capacità di regolare la naturale aerazione, ventilazione ed auto pulizia dell’orecchio sono limitate. La disfunzione tubarica si presenta con sintomi iniziali come il calo dell’udito che rende inutili anche le classiche manovre di compensazione con il naso chiuso con le quali si cerca di ottenere una canalizzazione che liberi dalla sensazione di ovattamento dell’orecchio. Di conseguenza si sviluppa l’otite cronica, dovuta al cattivo funzionamento e ventilazione della tuba di Eustachio che, se non curata in tempo, può portare a sordità.

Le insufflazioni: la cura tradizionale dell’otite cronica

Sarà bene, nel caso si pensi di soffrire di disfunzione tubarica e otite cronica, rivolgersi allo specialista che, dopo una prima visita con endoscopia, potrebbe riscontrare un accumulo di catarro, una delle classiche cause dell’otite. Tradizionalmente la disfunzione tubarica è stata trattata con le cure termali: fastidiose sedute di insufflazioni tubariche di aria. Le insufflazioni richiedono un certo impegno per i pazienti, con la costanza di recarsi quotidianamente presso le terme. I risultati sono spesso parziali, non duraturi se non peggiorativi per orecchio chiuso ed acufeni.

Il rivoluzionario intervento ambulatoriale con palloncino per aprire l’orecchio

Negli ultimi tempi è stata però studiata una nuova tecnica: quella della Balloon Tuboplasty, intervento di microendoscopia con palloncino. Si tratta di uno strumento progettato in modo da permettere al catetere per la dilatazione di entrare nella tuba di Eustachio in tutta sicurezza, in maniera controllata e molto delicata. Come detto, la tuba di Eustachio è un organo che svolge diverse funzioni ed occorre perciò evitare inutili ripetuti traumatismi come quelli delle insufflazioni: la procedura di Balloon Tuboplasty non risulta invasiva, viene eseguita in day hospital in anestesia locale e permette una veloce scomparsa della sensazione di orecchio tappato e degli acufeni correlati. Il video di seguito illustra a dovere come il microendoscopio sia uno strumento sicuro quanto efficace nell’aprire la tuba di Eustachio, far uscire il catarro racchiuso nel timpano e mantenere i risultati nel tempo.

Talvolta può essere utile associare alla Balloon Tuboplasty intervento di intervento laser ai turbinati (senza dolore e senza tamponi, anch’esso in day hospital) al fine di far arrivare più aria possibile nel rinofaringe ed ottimizzare le capacità di compensazione anche sotto stress (apnea, subacquea).

Qualora l’ostio faringeo della tuba di Eustachio (il piccolo foro dal quale entra l’aria dal naso alla tuba) sia infiammato e quindi gonfio, si procede, unitamente alla Balloon Tuboplasty, alla decongestione endoscopica laser assistita della mucosa in eccesso, in modo preciso, senza dolore e senza fuoriuscita di sangue.

A cura del Dr. ALESSANDRO VALIERI, Specialista in Otorinolaringoiatria – Bologna