Sangue nella saliva e sangue nel catarro

La presenza di sangue nel catarro espulso con un colpo di tosse è un evento che genera sempre forte preoccupazione. Vedendo il sangue scatta immediatamente il timore di soffrire di qualche grave patologia. E’ bene chiarire, però, che la presenza di sangue nella saliva e nel catarro può avere molteplici origini e cause.

Di certo è opportuno, se non necessario, fare attenzione al momento in cui si manifesta, ossia a quando effettivamente il sangue è visibile. Solo così sarà possibile risalire all’origine del disturbo.

Se il sangue si presenta nella saliva senza essere preceduto da colpi di tosse si può ragionevolmente escludere che l’origine del sanguinamento sia nelle vie respiratorie e quindi meglio porre l’attenzione nel cavo orale. La causa della presenza di sangue nella saliva potrebbe infatti essere una varice alla base della lingua oppure in un punto localizzato più in alto, nella parete posteriore della faringe o nelle fosse nasali. Altra considerazione è quella legata all’epistassi posteriore. Se infatti si verifica un’abbondante emorragia nella parte posteriore delle fosse nasali e nel naso è possibile che il sangue finisca anche nel cavo orale e quindi nella saliva. Inoltre anche i problemi gengivali o parodontali di una certa rilevanza possono dare origine a sanguinamenti, anche abbondanti, specie nel corso della pulizia dei denti.

Se al mattino notiamo presenza di sangue in bocca o anche sul cuscino è possibile che quel sangue derivi dal cavo orale e quindi dalla bocca. Ciò può capitare, in particolare, nei russatori, in quei soggetti che digrignano i denti o creano aspirazioni o suzioni a labbra chiuse durante il sonno. Questi comportamenti generano una pressione negativa a livello delle gengive che può dare origine ad un sanguinamento gengivale. In questi casi è opportuno comunque effettuare un’indagine più approfondita per escludere una lesione a carico dell’esofago. La provenienza del sangue potrebbe essere anche gastrica, ma in questo caso si accompagna a conati di vomito (ematemesi) o a rigurgiti, il colore è bruno scuro, tipo “fondo di caffè”, in quanto l’ambiente acido dello stomaco ne modifica l’aspetto.

Anche il colore del sangue, infatti, può rivelarne la causa o comunque aiutarci ad escludere certe cause. Di certo in assenza di tosse, se troviamo sangue in bocca o sul cuscino al mattino, appare poco probabile che la causa dell’emorragia sia da ricercare nei bronchi o polmoni. Il sangue, in tale evenienza, potrebbe provenire con maggior probabilità dall’esofago, se rosso non molto scuro, o direttamente dallo stomaco. La comparsa del “gusto di sangue” in bocca (gusto vagamente metallico), che anticipa l’espulsione via orale del sangue, ci dice dunque che il sanguinamento non proviene dalle vie aeree inferiori.

Sangue dal naso alla bocca

Detto questo, concentriamoci sulla presenza di sangue nella saliva e nel catarro dopo un colpo di tosse.

Ma partendo dal naso. Essendo il setto nasale ricco di capillari e delicato, colpi di tosse violenti, starnuti violenti o soffiarsi il naso con forza può generare epistassi, quindi perdita di sangue dalle narici.

Se l’epistassi è importante e avviene nella parte posteriore delle fosse nasali il sangue potrebbe coagulare in gola e in bocca. Ma cosa può generare il sangue dal naso e quindi dalla bocca? La risposta è semplice.

Molte volte non è nulla di grave e non c’è da allarmarsi. All’origine del sanguinamento, infatti, può esserci una eccessiva secchezza della mucosa nasale. La mucosa funge da regolatrice della corretta respirazione essendo formata da numerosi vasi sanguigni e soprattutto da quelle cellule che secernono il muco, sostanza che la funzione di tenere umida l’aria che si incanala attraverso la respirazione. Se la mucosa si irrita si secca generando un transito non corretto dell’aria che inaliamo e che è diretta verso bronchi e polmoni. 

Una mucosa nasale eccessivamente secca può innescare la formazione di croste nel naso. Quando tentiamo di rimuoverle provochiamo il sanguinamento rischiando, peraltro, di causare un’infezione interna. La crostosità associata alle volte al sanguinamento/epistassi e a secchezza interna possono essere chiari segnali di una predisposizione a rinite cronica, ossia una continua congestione nasale. Anche un’ipertrofia dei turbinati può generare questo problema. I turbinati, strutture ossee rivestite di mucosa, si trovano nelle fosse nasali e hanno la funzione di riscaldare, umidificare e filtrare l’aria che respiriamo. I turbinati rappresentano, infatti, il principale organo della respirazione nasale poiché hanno la funzione di filtrare dai germi l’aria diretta ai polmoni.

L’ipertrofia dei turbinati è una condizione di malattia del naso che si verifica quando la mucosa dei turbinati si ingrossa impedendo il regolare passaggio dell’aria e provocando secchezza, crostosità e, quindi, il rischio di ripetuti sanguinamenti dal naso. Il sangue dal naso, inoltre, può essere un sintomo di infezioni delle alte vie respiratorie come riniti o anche della presenza di tumori del rinofaringe o dei seni paranasali, ma può essere dovuto anche a sbalzi di pressione, oppure a sbalzi ormonali, sia della pubertà che della gravidanza.

Perdita di sangue dalla bocca con tosse e catarro

La tosse è un meccanismo di difesa dell’apparato respiratorio per liberare le vie aeree, a volte un violento colpo di tosse può dare un espettorato striato di sangue (emoftoe), conseguenza della rottura di un vaso sanguigno. Il catarro striato di sangue rivela un processo infiammatorio che interessa le prime vie respiratorie e che può presentarsi in molte patologie estremamente diverse tra loro, in questo caso è necessario porre l’attenzione sugli altri sintomi in corso, potrebbe trattarsi di sinusite, laringite, faringite, tonsillite cronica, ma anche polmonite, fibrosi cistica, tumore al polmone.  

La tosse, se persistente, secca e con presenza di catarro in gola, può essere dunque la causa principale di sangue nell’espettorato. Questa tosse, peraltro, può essere provocata non solo da problemi alle vie respiratorie, bensì da reflusso gastroesofageo. Il reflusso gastrico è spesso dovuto a patologie della gola (laringite, faringite) provocate dall’irritazione del muco e da ristagno del catarro.

La sensazione che generalmente preoccupa di più il paziente, è quella che comporta la necessità irrinunciabile di dover tossire per eliminare un “corpo estraneo” dalla gola, e che da luogo ad emissione, con la tosse, di un secreto catarrale nel quale sia presente del sangue rosso vivo o coagulato (rosso più scuro).

In questo caso la lesione che determina l’emoftoe è con maggior facilità riferibile a una sede posta più profondamente nelle vie aeree, di certo sotto le corde vocali. Lo stesso dicasi, in linea di massima, per quelle situazioni nelle quali siano presenti filamenti di sangue rosso vivo, con presenza anche di muco, spesso maleodorante. 

Dopo uno sforzo intenso, ad esempio un colpo di tosse molto violento, soprattutto nei fumatori, è possibile che si verifichino sanguinamenti dovuti alla rottura di capillari già ‘stressati’ dall’infiammazione cronica generata dal fumo.

Di certo, in un fumatore, la presenza di sangue con tosse sotto forma di striature o di piccole gocce presenti nel catarro, non va sottovalutata. Di certo la paura, scatenata dalla vista del sangue, se da un lato può considerarsi un fattore positivo, in quanto spinge a sottoporsi rapidamente ad un controllo medico, dall’altro crea preoccupazione, spesso non giustificata poi dalla reale entità del problema.

Nella maggior parte dei casi infatti, come abbiamo visto precedentemente, la presenza di tosse con sangue (il cui termine medico è emoftoe) è causata da fenomeni benigni, conseguenti ad un processo di infiammazione, o di irritazione, delle mucose che rivestono le vie aeree. Si tratta del caso di banali raffreddori, laringiti e bronchiti, pertanto eventi non indice di rischio per la vita del soggetto, né di gravi complicazioni per la sua salute. Tuttavia, a volte la presenza di sangue nel catarro può essere il segnale di un problema più serio, è quindi sempre opportuno farsi visitare da uno specialista, in questo caso il più indicato è l’otorino.

Le cause del sangue nel catarro

Abbiamo già visto come banali raffreddori, ma anche sinusiti, laringiti e tutte quelle infezioni ed infiammazioni che insistono sulla mucosa nasale e bronchiale favorendo la formazione di catarro possano poi innescare la tosse, che è il meccanismo col quale il nostro organismo si attiva per facilitare l’espulsione ed eliminazione del catarro stesso. La tosse comporta un aumento di pressione scatenato dal passaggio di aria forzata attraverso le vie aeree (dai polmoni in direzione della bocca). Tossendo, quindi, possiamo provocare piccole lacerazioni della mucosa con rottura di vasi sanguigni. Da qui l’emissione e presenza di sangue nel catarro. Nella maggior parte dei casi, la presenza di sangue nel catarro è proprio da mettere in relazione alla tosse persistente. Anche una broncopatia può essere causa di sangue nel catarro.

La broncopatia è una patologia che può derivare da una forma di bronchite cronica non correttamente curata, e quindi da un’ostruzione cronica delle vie aeree dovuta al manifestarsi di infezioni ricorrenti o dall’esposizione prolungata con sostanze irritanti quali fumo, inquinamento e polveri. Questi fattori determinano un ispessimento della parete dei bronchi andando a ridurre lo spazio per il passaggio di aria al loro interno. Ciò provoca un’eccessiva produzione di muco che si addensa in catarro ostruendo le vie respiratorie e causando tosse violenta associata a difficoltà respiratoria. Tra le cause più serie del sangue nel catarro troviamo poi la polmonite, infezione batterica dei polmoni con febbre alta, presenza di sangue nell’espettorato e soprattutto difficoltà respiratorie progressive; la tubercolosi, malattia infettiva che provoca la morte dei tessuti interni con espulsione di sangue con la tosse, febbre e forte sudorazione; anche la fibrosi cistica, malattia genetica che porta ad una produzione di muco viscoso e molto denso nella mucosa delle vie aeree può ostruite le vie respiratorie favorendo l’insorgenza di infezioni come le polmoniti con sintomi quali difficoltà respiratoria progressiva ed espettorato con striature di sangue.

Anche l’uso di droga, in particolare cocaina, ma anche tutte quelle sostanze  assunte per aspirazione ed inalazione, avendo un elevato effetto irritante sulle mucose delle vie respiratorie, possono provocare lesioni e sanguinamenti che si manifestano anche con sangue nel catarro. Tra le cause più gravi della presenza di sangue nel catarro troviamo poi il Sarcoma di Kaposi, tumore delle cellule di rivestimento dei vasi sanguigni e linfatici, causato dall’infezione di un virus a trasmissione sessuale e in forte relazione ai soggetti che sono entrati in contatto con il virus HIV e che manifestano immunodepressione. Per quanto riguarda invece il tumore dei polmoni, esso è una delle cause più rare di sangue nel catarro, tuttavia la presenza di tracce ematiche dopo colpi di tosse può effettivamente essere uno dei sintomi della presenza di tumore della gola, dei bronchi e del polmone.

Trasmissione HIV in presenza di sangue nella saliva o di lacerazioni in bocca e gola

Non vanno sottovalutati, inoltre, i rischi di trasmissione dell’HIV con la presenza di sangue nella saliva o di ferite sanguinanti in bocca e nella gola. La trasmissione dell’HIV può infatti avvenire anche tramite scambio di saliva contaminata da sangue infetto. Sono casi rari, ma se c’è sanguinamento, per esempio perché le gengive sanguinano o perché ci sono lesioni in bocca, può esserci passaggio di infezione. Si precisa in ogni caso che il sangue, perché possa contagiare, deve essere presente in quantità abbondante, mentre non è possibile essere contagiati da tracce di sangue invisibili eventualmente scambiate durante un bacio. Durante il bacio e gli scambi di saliva la mucosa orale può andare incontro a piccoli traumi che possono comportare sanguinamento.

Questo vuol dire che se uno dei due partner è infetto è possibile che il virus passi al partner sano . E’ stato anche dimostrato che a mano a mano che la malattia progredisce dallo stato di sieropositività a quello di AIDS, si produce un progressivo aumento di sangue nella saliva, indice di un aumento della fragilità della mucosa orale di questi soggetti. Da rilevare, comunque, che la concentrazione del virus nella saliva anche se mista a sangue derivante da microlesioni e la presenza nella saliva stessa di sostanze inibenti l’HIV rende il rischio di contagio improbabile.

La diagnosi e le terapie

Vediamo ora come avviene la diagnosi da parte del medico specialista e quali sono le terapie più utilizzate per curare il sangue nel catarro, che ovviamente è un segno clinico di una qualche patologia in atto e non la patologia stessa. Abbiamo ribadito più volte l’importanza di rivolgersi sempre e comunque al consulto di un medico specialista in otorinolaringoiatria in caso di tosse con sangue. Importante, come già sottolineato, è ponderare sempre i sintomi avvertiti e prendere in considerazione la quantità di sangue espulsa. Se la quantità di sangue espulsa con la tosse si limita ad una striscia, o ad una venatura, e magari si verifica in concomitanza di una bronchite o di un brutto raffreddore in cui si ha la presenza di tosse secca e persistente, molto probabilmente la causa della presenza di sangue sarà dovuta allo stress delle mucose respiratorie sotto l’azione della spinta d’aria dovuta alla tosse. In questi casi lo specialista, valutata la situazione, potrà prescrivere una radiografia del torace per verificare lo stato di salute dei polmoni e dei bronchi. Potrà altresì indicare un esame dell’escreato, ossia del catarro con sangue al fine di valutare le specie batteriche presenti nel catarro quindi responsabili dell’infezione delle vie aeree.

Quando, invece, il sangue è presente in grande quantità o è associato a dolore al torace, difficoltà respiratorie, sudorazione, vertigini, tachicardia e sangue nelle urine o nelle feci, invece si consiglia di rivolgersi rapidamente al pronto soccorso. Certo è che in caso di tosse con sanguinamento sarebbe sbagliatissimo sottovalutare il problema o far finta di nulla. E’ importante, infatti, non perdere tempo, ma anzi, sottoporsi a tutte le analisi indicate al fine di trovare la causa all’origine del problema ed impostare un’adeguata strategia terapeutica.

Terapia che potrà essere farmacologica, tramite la somministrazione di antibiotici ed antinfiammatori, oppure chirurgica. Dato che la presenza di catarro con sangue non consente, di per sé, né di confermare né di escludere bronchi e polmoni come fonte del sanguinamento e quindi nemmeno di escludere problematiche anche gravi a carico di questi organi, esortiamo pertanto a non sottovalutare il sintomo e a rivolgersi subito all’otorino per scoprire e risolvere la causa del sanguinamento. E’ opportuno, infatti, affidarsi alla competenza e all’esperienza dello specialista al fine di ottenere una corretta valutazione clinica di situazioni come quelle sopra descritte. Il medico, infatti, rappresenta l’unica figura veramente in grado di definire con precisione la sede e le cause di un sanguinamento che, per quanto spesso sintomo e segnale di problemi meno importanti, deve essere, comunque, sempre rapidamente localizzato e chiarito, per non rischiare di ritardare inopportunamente la diagnosi di patologie risolvibili solo a patto che le si individui correttamente e con rapidità.

La visita specialistica con fibroscopio: metodo veloce e indolore per risalire alla causa del sangue nel catarro

Per ricercare l’origine della perdita di sangue l’otorino è lo specialista più indicato poiché in possesso delle conoscenze e degli strumenti necessari: lo specialista otorino, infatti, mediante una fibroscopia di naso, bocca e gola – un esame molto semplice, estremamente rapido e indolore – può capire rapidamente a cosa sia dovuto il problema del sanguinamento. Non esiste un’età specifica richiesta per l’esecuzione di questo esame. Può essere eseguita su un neonato o bambino, così come in un soggetto adulto e in uno anziano. Mediante le fibre ottiche del fibroscopio, l’otorino visita internamente ma senza essere invasivo (come invece accade con la broncoscopia) e senza fare ricorso alle radiazioni (di certo non salutari) che vengono emanate nelle comuni radiografie.

Grazie a questo esame indolore, lo specialista è dunque in grado di suggerire la terapia più indicata per la risoluzione definitiva del problema.