Naso chiuso: cause e rinite vasomotoria

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COME FUNZIONA IL NASO?

La principale funzione delle vie aeree superiori è quella di permettere il corretto transito dell’aria verso i tratti distali dell’albero respiratorio, ovvero bronchi e polmoni.

Per una corretta funzionalità della mucosa nasale sono necessari:

  • Il buon drenaggio delle secrezioni (muco e catarro)
  • La ventilazione, che richiede adeguato spazio respiratorio a livello dei turbinati nasali

La complessa rete vascolare nasale presenta tre tipi di strutture con diverso significato funzionale: capillari, incroci artero-venosi e sinusoidi venosi.

L’apertura o la chiusura attiva delle comunicazioni fra arterie e vene modula gli scambi di calore a livello dell’interfaccia aria-mucosa, rispondendo in maniera adeguata alle variazioni delle caratteristiche fisiche dell’aria inalata. L’aria fredda induce l’apertura degli incroci artero-venosi, che al contrario si chiudono con l’innalzamento della temperatura. Un altro fattore che induce la reazione vasomotoria neurovegetativa della mucosa nasale sono le variazioni di densità del muco.

NASO CHIUSO: PERCHE’?

Ci si rende effettivamente conto di quanto sia prezioso respirare bene col naso solo quando si ha difficoltà nel farlo.
Il raffreddore è sicuramente una delle malattie più comuni ed è caratterizzato da fastidiosa ostruzione nasale, che ci costringe a respirare con la bocca, determinando scadente qualità del sonno e della vita di relazione.

Ma oltre al raffreddore esistono numerose malattie che causano il ridotto passaggio di aria attraverso il naso: rinite allergica, sinusite cronica, rinite da fumo di sigaretta, deviazione del setto, polipi nasali ed ingrossamento delle mucose nasali con ipertrofia dei turbinati. Quest’ultima condizione si localizza soprattutto ai turbinati inferiori, gli autentici “climatizzatori” del naso, e costringe non di rado all’uso cronico di spray nasali decongestionanti per poter dormire, con l’effetto di sviluppare dipendenza psicologica e fisica verso questi farmaci.

La vascolarizzazione della mucosa nasale ha un ruolo importante nell’instaurarsi e nel perpetuarsi dei meccanismi infiammatori. Gli stimoli chimici, infiammatori ed allergici sono in grado di indurre l’apertura degli incroci artero-venosi e quindi di provocare la congestione della mucosa nasale.

Il meccanismo delle malattie del naso e dei seni paranasali contempla tutta una serie di cause dipendenti dall’alterazione dei meccanismi fisiologici di difesa delle alte vie respiratorie. Esse possono essere in stretta correlazione tra di loro innescando, pertanto, meccanismi di reciproco mantenimento e progressione in senso patologico; sono responsabili dell’insorgere e dell’instaurarsi di patologie acute ad andamento ricorrente e recidivante che frequentemente assumono caratteri di cronicità.

Le cause primitive rinosinusali consistono in alterazioni anatomiche e funzionali, così come in alterazioni del passaggio d’aria, della capacità di smaltire le secrezioni, dell’ecositema immunitario associato alla mucosa nasale.

L’adeguata correzione di queste alterazioni sta alla base del nuovo approccio terapeutico conservativo (decongestione / riduzione dei turbinati nasali con radiofrequenza ed eliminazione ambulatoriale dei polipi nasali mediante tecnologia laser).

La funzionalità delle fosse nasali, fortemente condizionata dallo stato di apertura dei punti di comunicazione fra naso e seni paranasali, è una condizione fondamentale per il benessere respiratorio.

COSA SI RISCHIA AD AVERE IL NASO CHIUSO?

  • Insorgenza di sinusite cronica
  • Frequenti raffreddori
  • Diminuzione ed alterazioni dell’olfatto
  • Crostosità e sanguinamenti nasali
  • Frequenti otiti
  • Insorgenza di asma bronchiale
  • Comparsa di russamento ed apnee del sonno
  • Mal di testa ricorrente
  • Maggiore faticabilità e “fiato corto”

Il muco si accumula nelle cavità del massiccio facciale.

L’ECOSISTEMA NASALE: VIRUS E BATTERI

Il vestibolo e le cavità nasali degli adulti sono ricchissimi di micrococchi e stafilococchi, in particolar modo del tipo Epidermidis, mentre il vestibolo del bambino è colonizzato perlopiù da stafilococchi del tipo Aureus.

Nel tratto posteriore delle vie aeree nasali (rinofaringe) ritroviamo più frequentemente lo Streptococcus pneumoniae, l’Haemophilus influenzae e lo Streptococcus piogenes. Nel rinofaringe i potenziali patogeni respiratori sono presenti in percentuali variabili: tra il 20-40% per quanto riguarda Streptococco pneumoniae, tra il 5-15% per lo Streptococco beta-emolitico e in oltre il 50% dei soggetti per Haemophilus influenzae.

Nel soggetto anziano possono presentasi nell’orofaringe batteri anaerobi nel 20-40% dei casi. Le alterazioni dell’ecosistema riguardano i casi in cui viene a mancare il bilancio numerico tra le popolazioni batteriche nasali.

La causa di anomalo rapporto fra le popolazioni batteriche dipende spesso da un alterato trasporto ed espettorazione del muco dal naso. L’inquinamento atmosferico, oltre a non consentire una corretta detersione da parte del filtro nasale, è destinato a incrementare la patologia delle vie aeree, accentuando o provocando allergie ad acari e muffe, polipi nasali, sinusite cronica, ipertrofia dei turbinati e rinite vasomotoria, croste nasali, asma, sindrome rino bronchiale.

LA RINITE VASOMOTORIA CON IPERTROFIA DEI TURBINATI NASALI 

La primavera non è una bella stagione per gli allergici

L’iperreattività nasale (o rinite vasomotoria con ipertrofia dei turbinati inferiori) consiste in un abbassamento della soglia di risposta ad uno stimolo, che porta ad un aumento sproporzionato della risposta del naso a stimoli che nella popolazione normale non causano alcun disturbo.

L’insorgenza dell’iperreattività nasale è favorita sia dalla posizione del naso nei confronti dell’ambiente esterno, a contatto con condizioni di varia natura (polveri, sbalzi termici, umidità, fumo di sigaretta, esposizione diretta al sole) potenzialmente capaci di provocare un’abnorme reazione immunitaria specifica od aspecifica, sia dalla predisposizione genetica del soggetto. Questi stimoli possono agire sia direttamente sui ricettori della mucosa nasale, sia inducendo modificazioni aspecifiche nei tessuti che rivestono le cavità nasali stesse.

Nel caso in cui vi sia un ristagno di secrezioni, una quantità sempre maggiore di sostanze (acari della polvere, muffe, pollini) viene a contatto con le cellule della mucosa, provocando una reazione infiammatoria cronica (polipi nasali, sinusite cronica, rinite con ipertrofia dei turbinati).

Nei primi anni di vita dei bambini sono di frequente riscontro le riniti, sia virali che batteriche, nonché la rinite vasomotoria, correlata alla presenza di tonsille ed adenoidi ingrossate. La conseguente riduzione dello spazio per l’aria nel naso si traduce, da una parte, nel ristagno e nella sovra infezione delle secrezioni e, dall’altra, nell’insorgenza di otite media, che nel bambino è considerata una delle manifestazioni più frequenti.

Tale evenienza è tipica nei bambini con predisposizione allergica.

In questo senso la corretta detersione delle fosse nasali migliora la ventilazione nasale, riducendo il rischio di insorgenza di infezioni, favorisce il normale sviluppo degli anticorpi rendendo altresì meno probabile l’ipertrofia di adenoidi e tonsille e l’instaurarsi di otite media.

La rinite vasomotoria con ipertrofia dei turbinati si articola in:

  • Rinite vasomotoria aspecifica: è uno stato di iperreattività della mucosa nasale a stimoli non allergici. I pazienti presentano una risposta esagerata per intensità e durata a stimoli anche banali (aria calda e aria fredda, umidità). Si tratta quindi di una reazione infiammatoria neurogena che trova la propria genesi in uno squilibrio del sistema nervoso autonomo.
  • Rinite vasomotoria specifica (o rinite allergica): è una malattia caratterizzata da tre sintomi tipici – starnuti, naso chiuso, ristagno di muco – ed è dovuta ad una reazione immunitaria specifica IgE mediata verso sostanze presenti nell’aria (acari della polvere, graminacee, pollini, muffe, pelo del cane, pelo del gatto). Una sua complicanza frequente è la sinusite cronica associata a polipi nasali.

INTERVENTO AMBULATORIALE CON LASER E RADIOFREQUENZE, IN ALTERNATIVA AL CORTISONE, PER CURARE L’IPERTROFIA DEI TURBINATI, LA POLIPOSI NASALE E LE RECIDIVE DA POLIPOSI 

Intervento laser per curare le patologie del naso

Il trattamento locale dell’allergia e della poliposi nasale con spray nasali cortisonici, se protratto a lungo, può produrre un calo delle difese con maggiore sensibilità a contrarre infezioni di batteri e funghi.

E’ importante notare che la genesi dell’allergia nasale e dei polipi nasali è stata recentemente collegata ad un’infezione fungina a carico di Aspergillus flavus, oppure ad un’infezione mista da Candida albicans e Candida tropicalis.

Tale è il motivo per cui è importante non affidarsi in maniera esclusiva alle terapie con cortisone e antistaminici; l’ipertrofia dei turbinati inferiori nasali ed i polipi nasali possono essere curati in ambulatorio, con procedura indolore veloce ed efficace, tramite laser e radiofrequenza.