Naso chiuso e naso che cola da cocaina

Qual è l’impatto della cocaina sull’organismo? La sostanza un tempo conosciuta come ‘droga dei ricchi’, ma oggi diffusissima purtroppo anche tra i giovanissimi perché il costo di una dose è andato via via calando parallelamente al calo della qualità della ‘polvere bianca’ immessa sul mercato, è in grado di provocare danni enormi non solo alle vie respiratorie, in particolare naso, setto nasale, gola, ma anche al cervello e al cuore. Sniffare cocaina può portare a situazioni gravissime, che possono comparire anche dopo pochissimo tempo che il soggetto ha iniziato a farne uso.

Considerata fino alla fine degli anni ’90 la droga dei festini e della lussuria, dei tavolini riservati in discoteca e di chi guadagnava davvero bene, attualmente la cocaina al dettaglio si trova anche a 50 euro al grammo e in microdosi da 0,2 a 15 euro. In Italia fino al 2009 il prezzo medio era assestato sui 90 euro al grammo. Se credete che la cocaina sia ormai totalmente fuori moda, sappiate che la spesa per il consumo di questa singola sostanza sul territorio nazionale – sulla base della relazione al Parlamento italiano 2017 sulle tossicodipendenze – rappresenta il 43% della spesa totale in sostanze illegali (che ammonta a 14,2 miliardi di euro). Negli anni, dunque, il consumo di cocaina, a differenza di quello dell’eroina, non è diminuito. E di pari passo sono andati crescendo, soprattutto tra gli under 50, i danni da abuso, in particolare a carico del sistema respiratorio e del naso. Chi sniffa cocaina rischia infatti di compromettere la funzionalità del naso, con perforazione del setto, cedimento della cartilagine, sindrome permanente da naso chiuso, formazione di croste e sanguinamento ripetuto dovuto a necrosi dei capillari interni, morte cellulare della mucosa interna con malfunzionamento dei turbinati, i cosiddetti ‘condizionatori’ del naso, indispensabili per poter respirare bene. Non è un caso, infatti, che si stia assistendo negli anni ad un aumento dei casi di persone che ricorrono alla chirurgia per ripristinare i danni, interni ed esterni, provocati dall’assunzione e dall’abuso di cocaina.

CHE COSA E’ LA COCAINA

La cocaina è una sostanza stupefacente estratta dalle foglie della coca (Erythroxylum coca), pianta originaria del Sud America. L’uso tradizionale risalente ad un paio di millenni prima di Cristo era quello di masticare le foglie per avere effetti stimolanti in grado di alleviare la fame, la sete, il dolore e la fatica.
Il principio attivo isolato chimicamente dà origine alla droga, un potente stimolante psicoattivo che colpisce direttamente il cervello, anche se fino ai primi anni del ‘900 il suo utilizzo è stato sia in campo medico come anestetico che ingrediente di tonici con virtù stimolanti, la Coca-Cola stessa la conteneva.

La cocaina può essere assunta per via orale, intranasale, intravenosa e per inalazione.

Gli effetti neuropsichiatrici sono molto vari:

  • distorsione cognitiva e delle capacità recettive,
  • sensazione di aumento delle percezioni
  • infaticabilità
  • accentuazione della reattività fisica e mentale
  • euforia
  • maggiore socievolezza e facilità di relazione
  • ansia i
  • irrequietezza
  • irritabilità
  • paranoia
  • convulsioni

Sono sensazioni che compaiono quasi subito dopo una singola dose e scompaiono da un minimo di pochi minuti ad un massimo di un’ora.

IL CONSUMO NELLA POPOLAZIONE GIOVANILE

La cocaina ha mantenuto tendenze stabili di consumo nell’ultimo quinquennio: secondo l’indagine nazionale IPSAD (Italian Population Survey on Alcohol and other Drugs) che ha lo scopo di monitorare i consumi delle sostanze psicoattive nella popolazione generale, sono poco più di 89.000 gli studenti che nel 2017 riportano di averla sperimentata almeno una volta nella vita (3,6%), 61.000 quelli che ne hanno fatto uso nel corso del 2016 (2,5%). Rimane costante anche il dato relativo al consumo frequente ( 10 o più volte nell’arco dell’ultimo mese) che se fino al 2006 si è mantenuto attorno allo 0,3%, dal 2009 oscilla tra lo 0,6% e lo 0,8%, facendo registrare una quota percentuale dello 0,7%. La maggior parte degli studenti ha fatto un uso occasionale della sostanza, al massimo 5 volte nell’arco dell’anno (47,4%), il restante 52,6% ha invece riferito un consumo più assiduo e di questi , quasi il 29% l’ha consumata almeno 20 volte. Per quanto riguarda la disponibilità della cocaina, il 13,4% degli studenti ritiene di avere facile accesso a questa sostanza e, tale percezione, aumenta al crescere dell’età (il massimo è raggiunto da i maschi 19enni, 22,1%). II 42% di coloro che hanno fatto uso di cocaina nel 2016 si è procurato la sostanza a casa di uno spacciatore e il 38% per strada. Circa un terzo riporta di avervi avuto accesso in discoteca (36%) o durante concerti e rave (32%).

GLI EFFETTI E I DANNI GENERALI SULL’ORGANISMO

L’uso di cocaina a prescindere dalla quantità, dalla frequenza d’uso e dalla modalità, aumenta il rischio d’infarto, crisi epilettiche, o insufficienze respiratorie: ognuno di questi eventi può causare coma e morte improvvisa della persona anche alla prima assunzione.

La cocaina è una potente droga d’abuso che crea dipendenza e tolleranza, ciò significa che sono necessarie dosi più ravvicinate e più consistenti per provare gli stessi effetti delle prime assunzioni, di conseguenza diventa maggiore l’esposizione agli effetti avversi.

Le diverse modalità d’assunzione inducono danni differenti: la cocaina assunta per via orale può portare alla cancrena dell’intestino data dalla riduzione del flusso sanguigno, le persone che utilizzano la via intravenosa sono caratterizzate dalle tracce che lascia la puntura in sede di iniezione e vanno incontro a reazioni allergiche che possono essere causate sia dalla droga stessa che dalle sostanze aggiunte.

I consumatori di cocaina per inalazione attraverso le narici possono andare incontro alla perdita dell’olfatto, con sangue dal naso, problemi di deglutizione, raucedine, irritazione del setto nasale che potrebbe tradursi in un’infiammazione cronica caratterizzata da naso che cola, ulcere, croste nel naso, perforazione delle cartilagini fino ad arrivare alla necrosi (morte) della mucosa del setto nasale e disfunzione dei turbinati.

SNIFFARE: COSA SUCCEDE AL NASO E NELLE VIE RESPIRATORIE

A seconda del tipo di assunzione/somministrazione della cocaina possono esservi conseguenze differenti; ad esempio, se la droga viene inalata attraverso le narici, l’effetto collaterale a cui si può andare incontro è la perdita del senso dell’olfatto, con sangue da naso, problemi di deglutizione, raucedine e soprattutto irritazione del setto nasale, con successiva infiammazione cronica caratterizzata da naso chiuso, tappato o che cola muco.

Nel caso di una droga ad assunzione orale o per inalazione nasale come la cocaina, dunque, vi sono tutta una serie di patologie a carico della salute del setto nasale che non tardano a mostrarsi. Chi assume cocaina aspirandola attraverso il naso provoca danni che possono anche essere esteticamente più visibili rispetto a chi la assume per via orale. La polvere bianca, infatti, intacca le mucose interne del naso distruggendole. Il processo porta alla creazione, fin dalle prime assunzioni, di croste secche, giallognole che tendono ad infettarsi. La morte di numerose cellule all’interno del naso a causa dell’uso della cocaina comporta una carente – se non assente – rigenerazione con la conseguente cumulazione dei danni fino alla creazione di vere e proprie perforazioni con collasso o afflosciamento del setto nasale. A volte i danni di questo tipo intaccano anche bocca e ossa del cranio. Oltre ai risvolti estetici i rischi per la salute sono seri.

I SEGNALI SOSPETTI

Se un paziente si presenta in ambulatorio con congestione nasale persistente, difficoltà respiratoria delle alte vie respiratorie, presenza costante di croste nasali con lesioni e perdite di sangue dalle narici è evidente l’uso di cocaina. A questo punto partono le indagini diagnostiche volte ad accertare la causa delle lesioni.

RINITE CRONICA DA COCAINA: L’INIZIO DEL DANNO AL NOSTRO NASO

La cocaina è in grado di corrodere le strutture esterne e interne del nostro viso. La via di assunzione prevalente della sostanza è infatti attraverso l’aspirazione nasale della polvere, ma all’inalazione si associa spesso anche la possibilità di fumare tale sostanza e, in alcuni casi, di respirarne i vapori appositamente generati da un derivato della cocaina, il crack.

Entrambe le tipologie di assunzione, ma in primis quella diretta per via nasale, vanno ad incidere sulla mucosa interna alle fosse nasali. Quando un soggetto inizia a sniffare cocaina, già dopo appena 10-20 minuti la mucosa è alterata e anestetizzata. Dopo circa un’ora scatta la cosiddetta morte cellulare, con decesso delle cellule sane.

NASO CHIUSO DA CROSTE E MUCO

Una cattiva respirazione nasale è spesso legata ad una congestione (infiammazione o irritazione) della mucosa interna ed è uno dei problemi più diffusi e fastidiosi delle alte vie respiratorie. Esso dà quella sensazione di ‘naso chiuso’ che poi genera difficoltà respiratoria. Secchezza e screpolatura all’interno del naso, spesso associate alla formazione di fastidiose croste nasali, sono spesso – e allo stesso tempo – causa ed effetto di un transito non corretto dell’aria che inaliamo e che è diretta verso bronchi e polmoni. In persone che non utilizzano cocaina, secchezza e formazione di croste nasali – che possono anche provocare ostruzione e sensazione di naso chiuso o di naso con eccesso di muco che poi cola, c’è una non corretta funzionalità della mucosa nasale. In chi assume cocaina per via nasale, la mucosa è costantemente drogata e anestetizzata. In tal modo la mucosa, che ha diverse funzioni ma principalmente funge da regolatrice della corretta respirazione essendo formata da numerosi vasi sanguigni e soprattutto da quelle cellule che secernano il muco, si altera degenerando nella formazione di croste nasali o addirittura necrosi (per via della morte delle cellule sane che così non possono sostituire quelle morte, o meglio, uccise ‘tirando’ coca dal naso).

La disfunzione della mucosa blocca di fatto il processo di guarigione delle ferite nel naso provocate dalla droga. Nel momento in cui si smette di assumere cocaina si innesca un effetto vasodilatatori con fuoriuscita di sangue (epistassi e sanguinamenti ripetuti con perdita di muco possono essere tipici nel cocainomane) che si mescola con il muco bloccato nelle fosse nasali. Da qui la formazione di croste che poi, per via della dipendenza, diventano croniche. La persona inizia quindi a non respirare più col naso e a cercare di rimuovere le croste stesse, provocando spesso altri danni come infezioni.

RINITE CROSTOSA

Quando lo stato di infiammazione diventa cronico si è in presenza della cosiddetta ‘rinite crostosa’ che può dar vita a perforazioni del setto nasale, con sintomi tipici come il “fischio” durante la respirazione o la perdita copiosa di sangue, fino a veri e propri cedimenti della cartilagine del naso. La rinite crostosa si crea subito, dopo pochi mesi di utilizzo di cocaina. La comparsa della perforazione del setto nasale dipende da quanta droga si aspira col naso: nei consumatori occasionali appare dopo anni, mentre in chi è fortemente dipendente dalla cocaina possono bastare mesi.

CEDIMENTO DEL SETTO

Le mucose nasali ogni volta che si inala la polvere di cocaina semplicemente si corrodono. Anche chi fa uso di cocaina da poco tempo o in modo saltuario, può andare incontro alla formazione di croste secche, giallastre e maleodoranti che possono provocare infezioni e ulcerarsi fino a provocare veri e propri buchi interni al naso. Oltretutto, l’utilizzo della sostanza provoca la morte cellulare: il che significa che il processo di guarigione delle ferite all’interno della cavità nasale si blocca, peggiorando la situazione. La cocaina, quindi, scioglie le mucose, provocando a numerosi pazienti infezioni che possono portare addirittura al cedimento del setto nasale.

SETTO PERFORATO

Una perforazione del setto nasale è una rottura o una lesione nel tessuto che separa le narici. Il setto nasale è composto di cartilagine flessibile e osso che mantiene la forma del naso e mantenere aperto le vie aeree nasali. A seconda delle dimensioni della perforazione e della causa di fondo, un medico può essere in grado di risolvere il problema e ridurre i sintomi con i farmaci. La chirurgia, tuttavia, è necessaria in molti casi, al fine di riparare o rinforzare il setto. Una piccola perforazione del setto nasale provoca sintomi evidenti, ma l’entità della lesioni può essere rilevata e valutata solo quando un paziente si sottopone ad una visita da uno specialista in otorinolaringoiatria. Il setto perforato può anche infettarsi introducendo ulteriori complicanze come presenza di pus maleodorante. Un medico in genere può identificare una perforazione del setto nasale semplicemente controllando le narici, ma per definire poi la cura migliore è necessario che il paziente parli apertamente della sua storia clinica e quindi anche dell’eventuale uso di droghe. Successivamente lo specialista potrà raccogliere campioni di muco e sangue per le analisi di laboratorio atte a definire il trattamento più appropriato. Lo specialista, in presenza di lesioni importanti, potrà intervenire inserendo inserti di silicone per chiudere la crepa presente nel setto oppure con innesti di cartilagine. Queste procedure più invasive vengono eseguite comunque solitamente su perforazioni di grandi dimensioni o ricorrenti. E’ indispensabile, ovviamente, al fine di recuperare la funzionalità del setto, che il paziente cessi immediatamente con l’uso di cocaina. In casi di tale portata, se il paziente non smette di drogarsi per almeno 12 mesi non c’è alcuna possibilità di intervenire chirurgicamente.

NASI DEFORMATI DALLA COCAINA: CASI IN AUMENTO

I danni al naso ‘da cocaina’ erano, in passato un fenomeno riservato agli incalliti consumatori della ormai ex “droga dei ricchi”, oggi, invece e purtroppo, il fenomeno in questione è trasversale e diffuso, con il numero di pazienti che necessitano di interventi di ricostruzione che raddoppia di anno in anno. Nel naso di chi consuma cocaina, fisiologicamente si crea una forte secchezza e una crostosità interna che spinge la persona a grattare e a rimuovere queste formazioni. Ma si tratta di croste molto aderenti ai tessuti interni e, quindi, rimuovendole con forza si creano delle lesioni sempre più gravi.

COME SALVARE LA MUCOSA E IL NOSTRO NASO DALLA COCAINA: IL LASER

I danni da cocaina al nostro naso, come abbiamo visto, sono tutti innescati dall’infiammazione della mucosa interna. Andando a compromettere la funzionalità della mucosa e dei turbinati (i ‘condizionatori’ del nostro naso che mantengono la giusta umidità interna) si va a compromettere la funzionalità della respirazione nasale. Per tutelare o recuperare la piena funzionalità del nostro naso, dunque, oltre a smettere subito con la cocaina, è opportuno curare la mucosa. L’unica cura davvero efficace, in caso di danni alla mucosa, è l’intervento laser ambulatoriale che permette la rimozione della mucosa morta e delle croste ed il ripristino della funzione dei turbinati. Le terapie palliative, dai semplici lavaggi nasali ai lubrificanti nasali non possono risolvere il problema. Nella maggior parte dei casi, se la mucosa è alterata dalla cocaina, è possibile eseguire l’intervento in ambulatorio, senza dolore e senza tamponi. Il recupero e miglioramento della respirazione nasale è veloce e stabile nel tempo. Attraverso la visita specialistica otorinolaringoiatria, sempre comprensiva di video fibroscopia delle fosse nasali, si comprende il ruolo dei turbinati  e  della mucosa morta nell’ostruzione nasale. In casi specifici il chirurgo otorino può richiedere una TAC per meglio definire come intervenire col laser e capire quanta mucosa composta da cellule morte sia ormai da rimuovere. L’intervento avviene in ambulatorio, in anestesia locale (viene abolita la sensibilità solo all’interno del naso, per circa 30 minuti, mediante l’applicazione di uno spray anestetico), è privo di dolore, di sanguinamenti, priva di rischi infettivologici.

SETTO NASALE DEVIATO

Nel caso di setto nasale deviato a causa di inalazione di cocaina, con perforazione ed infezione della cartilagine interna, è possibile invece intervenire con la settoplastica laser assistita. La diagnosi di insufficienza respiratoria (naso chiuso) da deviazione del setto nasale richiede una visita specialistica otorinolaringoiatrica con video fibroscopia. Possono anche in questi casi rendersi necessarie indagini radiologiche (TAC massiccio facciale) con lo scopo di documentare la effettiva responsabilità del setto deviato nella difficoltà respiratoria nasale. Quando al posto del bisturi l’intervento di correzione del setto, con la rimozione delle cartilagini di troppo o delle cartilagini deviate, avviene con il laser, l’intervento prende appunto il nome di settoplastica laser assistita. La settoplastica laser può avvenire in sedazione cosciente, evitando l’anestesia generale. L’uso del laser evita il dolore al paziente durante e dopo l’intervento. La settoplastica è in genere eseguita insieme alla riduzione dei turbinati laser assistita. Quando la deviazione del setto è associata a deformità della piramide nasale, l’intervento prende invece il nome di settorinoplastica.

FAQ

Come smettere di sniffare cocaina

A differenza dell’eroina, un’altra droga dagli effetti pesantissimi, non esiste un farmaco sostitutivo che un tossicodipendente può prendere in sostituzione della cocaina. L’unico modo efficace per trattare la dipendenza è quello di modificare il proprio comportamento. Il miglior consiglio per cercare di continuare la propria vita serenamente senza la cocaina è l’esercizio continuo. Ossia resistere alla tentazione di usare la sostanza. Soprattutto nei primi tempi, le persone che vogliono fronteggiare efficacemente il desiderio di cocaina, devono imparare a convivere con queste “crisi”, senza cedere. Smettere da soli di usare la cocaina, infatti, è senz’altro possibile, ma serve forza di volontà ed è necessario darsi del tempo. Restare ‘puliti’ per circa 6/12 mesi, con un’astensione totale dall’uso di cocaina, è il primo, indispensabile, passo. L’aria fresca e la luce solare sono salutari. Uscire di casa, vedere amici, passeggiare e fare sport aiuta ad intraprendere il giusto cammino. Un altro consiglio importante riguarda lo stile di vita che deve diventare assolutamente regolare. Cercare quindi di andare a dormire e svegliarsi sempre alla stessa ora in modo tale da abituare il corpo e il cervello. Lo sport, come già detto, è importante perché riduce drasticamente il bisogno di uso di cocaina. L’attività fisica, infatti, rilascia serotonina, sostanza chimica che induce piacere nel cervello e allontana il desiderio di assumere la sostanza.

Infine l’ultimo consiglio è quello di effettuare un cambio drastico della vostra dieta. Chi assume solitamente non mangia regolarmente poiché la droga tende a sopprimere l’appetito. Il corpo, invece, ha bisogno di nutrienti e di molta acqua e succhi di frutta per reagire all’astinenza.

Perché la cocaina si sniffa?

La cocaina si assume per via intranasale perché è una sostanza che viene meglio assorbita dal tessuto del naso. Attraverso il circolo sanguigno, nel naso si raggiunge infatti un picco ematico dopo 30-45 minuti. E ciò ne amplifica gli effetti.

Come pulire il naso dalla cocaina

Il naso è un complesso sistema di filtri che ‘setaccia’ l’aria che respiriamo al fine di proteggere i polmoni e di mantenere umide le vie aeree in modo che non si secchino. Affinché tale sistema possa funzionare in maniera corretta, è necessario che il muco prodotto nel naso, fondamentale per mantenere l’interno del naso in salute e anche la mucosa che riveste le fosse nasali, rimangano umidi. Secchezza del muco e irritazione della mucosa sono spesso la spia di un problema ai turbinati nasali, i condizionatori naturali del naso. Il manfunzionamento dei turbinati (ispessimento, alterazione, ipertrofia) può essere innescato dall’uso di cocaina con successiva sensazione di naso chiuso, tappato, colante. Onde evitare tale problematiche è bene mantenere pulito il naso – e quindi smettere immediatamente di assumere cocaina – e pulire le fosse nasali e le narici usando uno spray nasale o facendo un lavaggio a base di soluzione salina per mantenerle libere e facilitarne le funzioni. Per una pulizia più corretta e in grado di assicurare risultati certi e duraturi si consiglia di rivolgersi allo specialista otorino che potrà intervenire in ambulatorio con il trattamento laser ad alta frequenza: indolore, rapido e senza necessità di anestesia.

Cocaina e naso che cola cosa fare?

Questo può essere un chiaro segnale della presenza di un danno a livello della mucosa nasale. Sempre utile e necessaria, in tali casi, una valutazione da parte di uno specialista otorinolaringoiatra. Attraverso un esame clinico il medico potrà studiare il caso specifico e predisporre una cura appropriata e personalizzata. Al fine di evitare danni ulteriori è fondamentale, comunque, sospendere immediatamente e in modo definitivo l’uso della cocaina. Solo così lo specialista potrà intervenire con la laser terapia e ripristinare il corretto funzionamento della mucosa intranasale.

Cosa provoca la cocaina al naso?

La cocaina quando viene inalata dalle narici provoca un’azione di vasocostrizione sulla mucosa nasale, si attiva poi un meccanismo di “morte cellulare”, che in condizioni normali garantisce il ricambio cellulare dell’organismo, in condizioni alterate però interessa anche le cellule sane, bloccando il processo di guarigione delle ferite nel naso. Quando si smette l’assunzione si ha un importante vasodilatazione e spesso anche fuoriuscita di sangue, che si mescola con il muco bloccato nelle fosse nasali e causa la formazione di croste, cercando di rimuoverle si causano nuove lesioni, ma l’organismo non è ormai più in grado di ripararle. In alcuni casi la situazione è anche più grave tanto che i danni possono arrivare ad interessare non solo il setto nasale ma anche il palato, la bocca e persino le ossa alla base del cranio. Problemi dentari e nasali sono solo una parte dell’insieme dei danni causati dal consumo di questa sostanza da parte di chi soffre di dipendenza da cocaina. L’importante, ovviamente, è intervenire per interrompere la dipendenza: prima si riesce a smettere, minori sono i danni irreversibili e più facile sarà il ritorno ad una vita normale.