Calcoli tonsillari tonsilloliti rimedi

Perché e come si formano i fastidiosi calcoli tonsillari (o tonsilloliti) e ancor prima, a cosa servono e come sono fatte le nostre tonsille? Cerchiamo di rispondere ad una domanda per volta, ma soprattutto di chiarire come agire se si sospetta la presenza di calcoli tonsillari, ritenuti ormai la causa più frequente di alito cattivo. In breve vi indicheremo come evitare di provocare danni seri alle vostre tonsille affidandovi alla competenza dello specialista otorino, unico in grado di valutare cosa provochi tonsillite e formazione di calcoli tonsillari, ma soprattutto di intervenire rimuovendo alla radice il problema senza provocare dolore.

Secondo alcune indagini statistiche, i calcoli alle tonsille interesserebbero circa il 10% della popolazione. Nella maggior parte dei casi, chi soffre di calcoli tonsillari ha una storia clinica di ripetute tonsilliti: ciò conferma quanto affermato sui possibili motivi del processo di calcificazione. I soggetti che più di frequente sviluppano tonsilloliti sono i giovani adulti; nei bambini, il problema dei calcoli tonsillari è molto raro.

Tonsille, come sono fatte e a cosa servono

Le tonsille sono formate da tessuto linfatico, sono posizionate ai lati dal cavo orale o “istmo delle fauci” (palatine), sulla parete posteriore del rinofaringe, dove è presente la tonsilla faringea (nel linguaggio comune chiamata adenoide), dietro alla lingua troviamo invece la tonsilla linguale, mentre allo sbocco delle tube di Eustachio vi sono le tubariche del rinifaringe. Nell’insieme, tutte quante, formano il grande anello linfatico detto ‘del Waldeyer’.

Le tonsille sono dei veri e propri organi linfoghiandolari, formate da una rete di tessuto connettivo e da gruppi aggregati di linfociti, ossia cellule del sistema immunitario con capacità di generare o modificare anticorpi per riconoscere sostanze estranee potenzialmente pericolose per l’organismo.

La superficie delle tonsille palatine (rivestita di mucosa faringea) presenta cavità anche piuttosto profonde, chiamate cripte, dove si trova muco che contiene le cellule del sistema immunitario. Queste ‘sacche’ sono preziose perché consentono di aumentare l’area di contatto con tutto ciò che fa ingresso dall’esterno nel cavo orale, in questo modo si ha un’ azione più efficiente contro gemi e batteri.

Trovandosi in posizione strategica all’inizio del tragitto dell’aria che si respira e del cibo che viene ingerito, svolgono una fondamentale funzione di difesa e ‘filtro’ dell’apparato respiratorio e digestivo, oltre ad avere un importante ruolo nella maturazione del sistema immunitario favorendo la produzione di anticorpi sin dall’infanzia, motivi per i quali è opportuno procedere con cautela con interventi di rimozione.

Calcoli tonsillari

Le tonsille sono importanti. Senza dubbio. Rivestono infatti un ruolo determinante per il sistema immunitario umano e si potrebbero definire come “reti” che impediscono ai batteri di passare attraverso la gola. Ma proprio per questo le tonsille sono anche ‘fragili’ perché costantemente sottoposte a ‘stress’. E proprio questo stress, unitamente al contatto diretto con agenti infettanti, può determinare l’insorgere di infezioni e di calcoli tonsillari o tonsilloliti o pietre tonsillari, formazioni solide costituite da cellule morte, leucociti, muco, residui di cibo ecc. di colore bianco-giallastro con consistenza più o meno solida e che emanano un odore alquanto sgradevole responsabile di alitosi.

I calcoli si formano nelle cripte delle tonsille palatine più frequentemente a anche in quelle delle tonsille linguali.

Il fattore che può portare alla loro comparsa secondo diversi studi clinici sarebbe la tonsillite cronica. Gli agenti patogeni che provocano il processo infiammatorio o l’infezione e quindi mal di gola e tonsillite sono diverse. Spesso ceppi batterici virulenti (streptococco beta emolitico di gruppo A e Staphylococcus auerus) sono causa delle infezioni alle vie aree, tra queste, appunto, la tonsillite, patologia molto frequente tra i ragazzi e i giovani. Patologia che può diventare cronica se non curata per tempo o sottovalutata. Il ripetersi di infezioni, con cronicizzazione, può far sì che i calcoli si presentino con più frequenza, aumentando di volume. Quando i calcoli rimangono di piccole dimensioni sono asintomatici, ma quando raggiungono grandi dimensioni possono portare una serie di disturbi tra cui: alito cattivo, dolore alle orecchie, mal di gola, problemi di deglutizione, tonsille infiammate e gonfie.

Come e perché si formano i calcoli tonsillari

Le cripte tonsillari servono per ampliare la superficie delle tonsille in modo da aumentare la superficie di contatto con aria e cibo per permettere in modo più efficace di avere un’azione germicida e antibatterica, sono cavità che permettono di intrappolare batteri, germi, cellule morte muco ma anche residui di cibo.

Normalmente tutto ciò che rimane intrappolato nelle cripte tonsillari, viene aggredito ed eliminato dalle cellule del sistema immunitario prodotte dal tessuto linfatico di cui sono costituite le tonsille.

Nel momento in cui il materiale che si trova nelle cripte è soggetto a calcificazione si origina il calcolo tonsillare che è di difficile eliminazione  e che tende a permanere dove si è formato.

Le motivazioni per le quali si formano i tonsilloliti non sono del tutto chiare ma le ipotesi mediche più attendibili li associano alla tonsillite cronica. Si può formare un solo calcolo, oppure tante piccole formazioni di detriti.

Non sono placche, ma provocano anch’essi alito cattivo

I calcoli sono diversi dalle placche. Le placche alle tonsille sono causate da un processo infettivo che si manifesta con la formazione di macchie biancastre sulla superficie della gola e delle tonsille. Sono molto frequenti nei bambini e infatti l’età pediatrica è uno dei fattori di rischio, così come la frequentazione di ambienti (scuole, ospedali, asili) che costringono a stare in contatto con il pubblico. A chi ne soffre capita che compaiano ripetutamente placche biancastre. Queste placche sono maleodoranti e causano pesanti disagi perché provocano alito cattivo che può incidere anche sui rapporti personali. Le placche, a differenza dei calcoli, sono detriti alimentari che si depositano nel caso in cui, con la riduzione delle tonsille (un processo che avviene durante l’adolescenza), si siano formate in gola delle sacche, o tasche, vuote in cui vanno a depositarsi questi residui di cibo. Con la loro putrefazione nasce il cattivo odore dell’alito. Per quanto riguarda i calcoli tonsillari, ricerche mostrano che circa i tre quarti delle persone che soffrono di alitosi accusa la presenza di tonsilloliti.

Cause, composizione dei calcoli e sintomi

Le potenziali cause di calcoli tonsillari, come già spiegato, comprendono la cattiva igiene dentale e la tonsillite cronica. I calcoli tonsillari sono composti principalmente da alcune sostanze come carbonati e fosfato di calcio, ma anche da minerali come magnesio, sodio, potassio, rame, alluminio, ferro, titanio e cromo.

Spesso i calcoli tonsillari sono asintomatici, e quindi difficili da individuare, tuttavia ci sono piccoli segnali ai quali si può prestare attenzione e sono: alito cattivo, gola infiammata di frequente, difficoltà a deglutire, male alle orecchie (dolore provocato dalla presenza dei calcoli sui nervi, collegati alle orecchie), tonsille gonfie, detriti bianchi o gialli sulla tonsilla.

Prevenire i calcoli, diffidare delle diete e degli antibiotici

I calcoli tonsillari tendono a verificarsi cronicamente, fortunatamente ci sono alcune prassi generali che si possono adottare per tentare di evitarne la formazione. E’ infatti assodato che non fumare, evitare bevande alcoliche, alimentarsi in modo corretto, bere molto, praticare una buona igiene orale (compresa la pulizia della parte posteriore della lingua) ed effettuare gargarismi con acqua salata rappresentano tutti validi comportamenti in grado di abbassare la probabilità di formazione dei calcoli, ma di certo non eliminano il rischio. Spesso si sentono proporre diete ‘anti-calcoli’ piuttosto restrittive che implicano un regime alimentare fortemente privativo promettendo risultati definitivi.

Purtroppo non è scientificamente provata l’efficacia di tali diete al fine dell’eliminazione dei calcoli, così come non sembrano dare risultati particolari i vari strumenti in vendita e sempre più pubblicizzati per la pulizia della lingua. Si può ottenere qualche sollievo, certo, ma al momento tali forme di pseudo prevenzione non risultano efficaci. Lo stesso vale per terapie antibiotiche, spesso suggerite in presenza di tonsillite. Essi sono farmaci che aiutano a mitigare i sintomi presenti (soprattutto quelli della tonsillite), ma non nel correggere i fattori scatenanti i calcoli tonsillari. Si ricorda poi che gli antibiotici possono avere diversi effetti collaterali, quindi un loro cattivo impiego può essere motivo di problemi indesiderati.

La diagnosi di calcoli alle tonsille

Al fine di accertare la presenza di calcoli tonsillari, l’unica visita efficace risulta essere quella presso l’otorino, specialista delle alte vie aeree. La diagnosi dei calcoli alle tonsille viene solitamente effettuata al momento dell’ispezione (esame obiettivo, durante il quale il medico visita il paziente e ne osserva la cavità orale, gola compresa per poi chiedere al paziente stesso descrizione dei sintomi o presenza di disturbi recenti alla gola ecc). I calcoli alle tonsille, infatti, sono difficili da diagnosticare, soprattutto in assenza di manifestazioni chiare.

Attraverso una visita accurata lo specialista otorino può rapidamente accertare la presenza dei calcoli, valutarne la dimensione e stabilire come procedere alla rimozione nella maniera più corretta e indolore. Inoltre, l’otorino è in grado di intervenire in sede ambulatoriale riducendo con laser la superficie delle tonsille, spesso soggette a quelle infezioni croniche che determinano tonsilliti croniche e formazione dei fastidiosi calcoli.

Dalla visita specialistica alla rimozione dei calcoli

Attenzione alla rimozione fai-da-te dei calcoli. La maggior parte dei calcoli tonsillari sono innocui, ma molte persone desiderano rimuoverli perché sono comunque causa di alito cattivo e quindi di disagio personale e sociale. Procedere da soli alla rimozione dei calcoli mediante sfregamento con spazzolino da denti o con bastoncini cotonati o pinzette è altamente sconsigliato.

Le tonsille, infatti, sono tessuti delicati e agendo in modo, diciamo così, casalingo, si rischia di provocare danni ai tessuti con sanguinamenti e rischio infezione. Ma non solo. Tra i possibili danni alle tonsille generati dalla rimozione meccanica e fai-da-te dei calcoli troviamo anche il rischio di aumentare la profondità delle cripte, ossia dei buchi in cui si formano i calcoli e questo non fa altro che favorire la formazione di calcoli più grandi, dando il là, di fatto, ad un circolo vizioso. Meglio, quindi, rivolgersi ad un medico per una corretta rimozione. L’otorino potrà procedere a rimozione dei calcoli rapidamente e in modo indolore, ma anche procedere con laser alla chiusura delle cripte. Durante questa procedura viene utilizzato un laser per eliminare le cavità all’interno delle quali si formano i calcoli. L’intervento si esegue sotto anestesia locale. Il dolore e il tempo di recupero sono minimi.

Tonsillectomia, i rischi di una terapia eccessiva

Le persone in cui è frequente la presenza di tonsillite e tonsilloliti possono prevenire entrambi i disturbi, sottoponendosi a un intervento di tonsillectomia, ossia la procedura chirurgica di eliminazione delle tonsille palatine. Il potere preventivo della tonsillectomia è legato al fatto che l’asportazione del tessuto linfoide tonsillare impedisce l’accumulo di materiale nelle cripte tonsillari, in quanto quest’ultime non sono più presenti. Tuttavia, la rimozione chirurgica delle tonsille è indubbiamente una tecnica controversa. I medici raccomandano la tonsillectomia solo in casi gravi e cronici di calcoli tonsillari. Essa, infatti, è considerata a ragione una terapia eccessiva poiché sacrifica la funzione di filtro e di produzione di anticorpi delle tonsille. Tra l’altro le tonsille palatine possiedono un’importante vascolarizzazione propria  e ciò rende la chirurgia delle tonsille certamente più delicata rispetto, ad esempio, alla più semplice adenoidectomia. Da considerata, tra l’altro, che dal punto di vista fisiologico le tonsille svolgono una funzione immunologica rilevante (rispetto, ancora una volta, ad esempio alle adenoidi).

L’alternativa sicura e indolore alla chirurgia tradizionale, il laser criptolisi

Da qualche anno, i medici possono prevenire la formazione dei tonsilloliti con un metodo alternativo alla tonsillectomia chirurgica. Il metodo in questione è la procedura nota come laser criptolisi. Mediante la laser criptolisi, lo specialista otorino modifica i bordi delle cripte tonsillari, impedendo l’accumulo di materiali al loro interno, quindi anche la possibile formazione di tonsilloliti. Il trattamento in laser criptolisi  (detto anche laminectomia tonsillare superficiale o tonsillectomia riduttiva) si svolge in anestesia locale, prevede la rimozione della porzione superficiale delle tonsille e consente di eliminare i sintomi nelle tonsilliti croniche non focali oltre a rimuovere i tonsilloliti o calcoli tonsillari, così spesso responsabili dell’alitosi. L’intervento è ambulatoriale, non è necessario alcun ricovero, si esegue in anestesia locale, sotto costante controllo visivo o endoscopico. Il raggio laser riduce progressivamente le dimensioni delle tonsille palatine, vaporizzandone l’involucro più superficiale, ovvero la mucosa che reagisce alle infezioni e che è responsabile del male alla gola e della formazione dei calcoli.

Il laser garantisce rapidamente la rimozione dei sintomi delle tonsilliti croniche o anche di eliminare completamente le tonsille. Rispetto al bisturi tradizionale, il laser incide i tessuti senza causare emorragie e dolore, con una rapida cicatrizzazione che non avrà complicazioni, ma avrà invece risultati definitivi. L’utilizzo del laser non comporta rischi significativi né dolore, con risultati duraturi nel tempo e senza anestesia generale. Non è necessario il ricovero. I disagi per il paziente sono inferiori a quelli dell’intervento chirurgico tradizionale e, nel caso di ipertrofia tonsillare nei bambini, ad esempio, questo intervento consente di asportare solo la parte in eccesso e malata delle tonsille, lasciando intatto il resto.